Malala – la giovane donna che parla all’Onu… grande esempio di civiltà

Patrizia Eremita
14 luglio 2013

Una giovane donna pachistana, una sciarpa rosa sul capo, Malala con i suoi 16 anni ha incantato con il suo discorso al Palazzo di Vetro dell’Onu nei giorni scorsi.

Nel suo primo discorso pubblico da quando a ottobre scorso è stata colpita da un colpo di pistola alla testa mentre era sul pullman che la riportava a casa da scuola, vittima di un attacco talebano. Malala è stata curata in Gran Bretagna, dove tuttora vive, ed è diventata da allora il simbolo della lotta contro l’estremismo islamico.

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Malala, ha spiegato al segretario generale dell’Onu e ai circa 1000 studenti presenti all’Assemblea, come l’istruzione sia l’unico modo di migliorare le proprie vite. “Prendiamo i nostri libri e le nostre penne: sono loro le nostra armi più potenti”, ha detto la ragazza. “Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo. Sono qui per parlare del diritto all’istruzione per tutti. Voglio istruzione anche per i figli e le figlie dei talebani. L’istruzione è l’unica soluzione”.

Ovazione per Malala, giovane attivista pakistana che non si è fermata dopo l’attacco e la grave ferita subita ed è diventata simbolo della lotta all’estremismo: potrebbe essere la più giovane candidata al premio Nobel per la pace 2013.

“I talebani non mi ridurranno mai al silenzio”. Questo il messaggio forte di Malala Yousafzai nel suo discorso alle Nazioni Unite, giorno del suo 16esimo compleanno diventato il ‘Malala day’.

“Questo non è il mio giorno, ma è il giorno di coloro che combattono per una causa, io sono qui per dare la parola anche a chi non ha voce”.

Buon compleanno Malala… e grazie per questa grande lezione di civiltà!

Patrizia Eremita