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Mancini contro Sarri: il calcio mette al bando parole oscene

Riccardo Signori
20 gennaio 2016
Maurizio Sarri

Maurizio Sarri

Nemmeno un pugile suonato avrebbe parlato in modo così sconnesso quanto Maurizio Sarri, l’allenatore del Napoli. E l’omerica ira dello “sciarpinato”(ovvero: nato con sciarpa) Mancini ha fatto il giro del mondo. Con internet si vola.  Uno, a nervi scoperti sul campo, urla frasi che fanno parte di un gergo malaccorto e incline al razzismo, e l’allenatore interista che, prima, replica, e poi davanti alla tv racconta: “Mi ha detto: stai zitto frocio e finocchio! Orgoglioso di esserlo, se lui è un uomo. Uno così è una vergogna, è un razzista, non dovrebbe più stare nel calcio”. Il tecnico del Napoli, sempre davanti alla tv, si scusa e ne dice un’altra, dando il senso della sua hit parade dello sfregio: “Mi è scappata una parola, posso avergli detto democristiano o qualunque cosa”. Quindi anche i democristiani non gli garbano più di tanto…

Ne parlano tutti, soprattutto ne parlerà il mondo del calcio abituato al pissi-pissi quando l’argomento brucia un po’, abituato a connivenze e silenzi, quando fa comodo, nascondendo tutto sotto il tappeto del “quel che si dice in campo e negli spogliatoio non conta, resta fra noi”. Mancini ha tolto il velo, esattamente come Giampiero Gasperini, l’allenatore del Genoa, che qualche giorno prima ha indicato con nomi e cognomi gli ultras rossoblu tacciati di inciviltà. Può essere una nuova moda, comunque un modo per non accettare un calcio senza regole che non siano quelle dettate dagli arbitri. Mancini ha raccontato che, in Inghilterra, Sarri non avrebbe più messo piede nel mondo calcistico. In Italia abbiamo sopportato di tutto: dal calcio scommesse alle partite truccate, dai morti dentro e fuori gli stadi agli insulti di ogni genere, fossero razzisti o alle mamme dei giocatori.

Roberto Mancini

Roberto Mancini

Non dimenticheremo questo Napoli-Inter che doveva passare alla storia per il successo nerazzurro, i gol di Jovetic e Ljaijc, la debacle napoletana che ha permesso ai nerazzurri di andare in semifinale di coppa Italia e alimentare l’ultimo sogno della Milano del calcio: nell’anno in  cui la finale di Champions si giocherà a San Siro-Meazza e senza squadre milanesi, chissà mai non arrivi una finale di coppa Italia tutta rossoneroazzurra. Entrambe sono in semifinale.

Invece Sarri con il suo “maricon”, hanno scritto gli spagnoli, e Mancini con il suo “razzista!” hanno inviato il ricordo in giro per il mondo. L’allenatore interista ha cercato di difendere la civiltà. Sarri, invece, ci ha ricordato che il nostro pallone non ha limiti: di decenza.


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