Marcegaglia: La manovra era indispensabile, ora serve la crescita

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19 dicembre 2011

La manovra preparata dal governo Monti era indispensabile perché altrimenti l’Italia sarebbe caduta nel baratro in cui è finita la Grecia. Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, convinta che questa nelle misure predisposte dal governo ci sia già di fatto una “chiara patrimoniale” è ora indispensabile avviare una “fase nuova di crescita” attraverso una serie di riforme fondamentali, investimenti in infrastrutture e un piano serio per ripagare i debiti che lo Stato ha con le imprese.
Quella del governo Monti, ha detto Marcegaglia nel suo intervento a un convegno sulle prospettive del 2012 promosso dall’Associazione industriali di Reggio Emilia, alla presenza anche del rettore della Bocconi Guido Tabellini, “è una manovra forte, che abbiamo giudicato pesante, con alcuni errori perché basata sostanzialmente dall’aumento di tasse, ma è indispensabile perché altrimenti saremmo andati velocemente verso uno scenario greco”. Peccato, ha fatto notare la leader degli industriali che “sembra ci sia un pezzo del paese che fa finta di non vedere la situazione in cui siamo. Una manovra indispensabile fatta sull’orlo dello scenario del baratro”.
Rispondendo al segretario della Cisl Raffaele Bonanni convinto che questa manovra sia soltanto a beneficio di Confindustria, Marcegaglia ha ribadito: “Ha portato sacrifici a tutti, non è stata un vantaggio per noi”. Su questo tema “c’è troppa demagogia: nella manovra c’è già una chiara patrimoniale”; porta “sacrifici a tutti, ma sul baratro nel quale eravamo non c’erano alternative”.
La titolare di viale dell’Astronomia chiede ora “un passo avanti, una nuova fase della crescita: se rimaniamo nella parte dei sacrifici il paese è in difficoltà”. Occorre quindi “aprire il cantiere delle riforme istituzionali: non ci sono scorciatoie”.

Fonte: TMNews