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Marco Tommasoni di AB AETERNO: legno, sostenibilità, passione

Davide Passoni
24 marzo 2016

Marco Tommasoni

Chi ha detto che in Italia è difficile per un giovane fare impresa, meglio ancora se di qualità? Forse qualcuno che non ha conosciuto Marco Tommasoni, 31enne, CEO e presidente di AB AETERNO, fresca realtà imprenditoriale italiana che è entrata nel mondo dell’orologeria con un prodotto, l’orologio in legno, che ora ha sempre più imitatori. Come accade spesso, i pavidi aspettano di vedere se le buone idee di chi ci vede lungo funzionano, per poi riproporle. Ma sempre con qualcosa in meno rispetto a chi le ha lanciate.
Abbiamo incontrato Tommasoni a Baselworld 2016 e ci ha raccontato di come, da un’idea e da una passione, può nascere un prodotto che ha tutte le carte in regola per sfondare. Purché non manchino mai creatività, lavoro e dedizione.

Come e perché è nata AB AETERNO?
L’azienda è nata con l’intento di perseguire un filone di sostenibilità, non legato solo al concetto di legno ma a uno più ampio di sostenibilità di prodotto. È il motivo per cui, oltre agli orologi in legno, stiamo studiando oggi tutta una serie di materiali di origine naturale o di riciclo dai quali creare collezioni di segnatempo.

Quando siete nati?
Nel 2011 e all’epoca il brand fu presentato a Sydney, dove vivevo. Dopo essermi reso conto delle potenzialità del prodotto e del progetto, ho deciso di rientrare in Italia per studiare la filiera produttiva, applicare il know-how acquisito e lanciarmi in questa avventura.

AB AETERNO Collezione Harmony

Legno e oltre…
Il concetto proprio di AB AETERNO non è legato solo al legno, ma è più ampio: quest’anno è nata la Harmony Collection, presentata a Baselworld, in cui abbiamo unito il concetto di natura al concetto di design, riuscendo a creare un particolare tipo di armonia in una collezione non solo legata al legno. Harmony ha in sé un brevetto che abbiamo depositato: abbiamo lavorato un materiale di origine vegetale, lo abbiamo incollato a un tranciato in legno con una colla naturale per creare un nuovo cinturino flessibile. Un risultato che per noi è sinonimo di sostenibilità di prodotto a 360°.

Siete stati forse e i primi a lanciare gli orologi in legno e ora i competitor si moltiplicano: una minaccia o uno stimolo?
La competitività è il sale del mercato. La concorrenza stimola nuove idee e nuovi percorsi. Quello che abbiamo scelto noi è più lungo, perché investiamo tanto in ricerca e sviluppo dei nuovi materiali. Tutti i brand di orologeria vendono, a loro modo, tradizione e storia. Noi storia ancora non ne abbiamo, per cui ci proponiamo di vendere innovazione e un nuovo concetto di orologeria, sostenibile e rinnovabile.

ab-aeterno-harmony-collection

Hai sempre avuto la passione per gli orologi?
Da quando avevo 11 anni, e avevo in mente di intraprendere una strada personale alla fine del mio percorso di studi per provare a creare qualcosa di mio nel mondo dell’orologeria.

Che cosa significa per voi essere una realtà made in Italy?
Il made in Italy per me è un modo di lavorare, più che un elemento commerciale. La nostra tradizione, che è quella di un popolo di artigiani, la si vede quando si prende in mano un prodotto e si percepiscono certi dettagli, come la qualità e la cura del particolare, che vanno al di là del singolo manufatto. E la cosa, senza dubbio, gratifica il consumatore.

I vostri mercati?
Attualmente sono Italia, Spagna, Corea e Giappone, due mercati, questi ultimi, nei quali i nostri orologi stanno avendo un ottimo riscontro. Inoltre, ci stiamo avvicinando ora ad Austria, Germania e Indonesia.

Siete giovani e italiani. Allora non è poi così difficile fare impresa per un giovane, da noi…
Basta dedicarsi al prodotto con tanto lavoro, impegno e passione e chiunque può trarne qualcosa di positivo. Certo, il sistema italiano ha i suoi pro e i suoi contro, ma se si riesce a emergere c’è ancora più soddisfazione. Il nostro progetto ha bisogno di tempo e di continuità perché ci muoviamo in un mercato che prima di prendere in considerazione un prodotto, se valido, e prima di distribuirlo, ne studia per anni la qualità e le potenzialità. Nel nostro caso ci sono voluti due anni e mezzo prima che potesse ingranare, ma ora vediamo che sta avendo un ottimo impatto anche su mercati diversi da quello nostrano.


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