News

Marino Fabiani: “Le donne russe e le scarpe, è l’Italia che detta la moda”

staff
28 marzo 2012

La donna russa è passata dal “feticismo del tacco” al “gusto europeo della scarpa di classe”, e questo è anche grazie a noi italiani, che in Russia “dettiamo la moda”. Parola di Marino Fabiani, imprenditore che dal polo calzaturiero marchigiano ha fatto il salto, ed è diventato uno dei marchi più riconoscibili dell’italian style sul territorio ex sovietico.

Nella sola Mosca ha 30 punti vendita in franchising, più due negozi monomarca. Ma è anche in Ucraina, in Polonia e a Taiwan, dove però i clienti sono principalmente russi. Non a caso l’80% della sua produzione è destinata alla Federazione, mentre il suo prodotto è totalmente Made in Italy. E ha raccontato la vera rivoluzione di Mosca. Quella della moda e del gusto. “Le scarpe ballerine? Qualche anno fa le russe te le tiravano dietro. Oggi il tacco basso è di routine” ha detto.

La Russia ormai è il quinto mercato in valore e il nono in volume per l’Italia. L’Italia è leader in Russia nel settore calzaturiero del lusso e della qualità, arrivando al 50-60% del mercato. Mentre se si scende a fasce più basse, è la Germania ad avere la meglio.

E Mosca nel 2011 ha portato un fatturato (secondo i dati dell’associazione) di 491 milioni di euro sui primi 11 mesi, con una crescita di oltre il 19%. Marino Fabiani è un marchio aderente all’ANCI, che rappresenta 800 imprese calzaturiere delle nostre 5.000 esistenti tra piccole, medie e grandi.

L’imprenditore è sbarcato negli anni ’90 sul mercato russo. “Era davvero un grosso mercato: in 10 anni abbiamo ottenuto grandi risultati e fatto passi da gigante in tutte le città”. Fabiani però non ha saputo soltanto rendere riconoscibile il proprio marchio (ben più che in Patria) ma è riuscito anche a entrare nella psicologia della compratrice.

“Vent’anni fa, ricordo che mostravo il mezzo paio come campione, e se lo volevano portare a casa”, magari “accoppiandolo” con qualche altro, fin troppo differente. “Ho faticato per fargli capire che si potevano fare gli ordini” e le scarpe a quel punto sarebbero state due. “Più erano scarpe ricche e vistose, più le donne russe le volevano. Stavano a guardare persino la reazione su chi passava, magari per caso. Perchè per loro la cosa fondamentale è andare a una festa e non essere uguale a nessuno. Poi però arrivò il mal di piedi, e con esso anche i gusti un po’ si modificarono”.

Il concetto ormai dominante è quello di una scarpa che “va bene sia per fare l’insegnante al mattino, sia per uscire al ristorante la sera”. E le figlie di quelle mamme che volevano le scarpe vistose, oggi “cercano pochi fronzoli e una struttura appetibile”.

Ben diverso il cliente maschile: “Si fanno influenzare dalle mogli e dalle fidanzate. E di sicuro non hanno il mito della scarpa esclusiva. Ancora per la maggioranza preferiscono la scarpa a punta, lucida, magari abbinata al borsello”. Un gusto che da noi risale agli anni 60, ma anche qui non sono escludi ampi margini di miglioramento.

 

Fonte: APCOM


Potrebbe interessarti anche