Fotografia

Mario Cresci: viaggio in noi stessi sulle orme di Vincenzo Consolo

Alberto Pelucco
20 marzo 2013

Mario Cresci – D’Apres Retablo (Cometa) 2012. Copyright Mario Cresci. Courtesy Photology Milano

Il Retablo è una grande pala d’altare con vari scomparti a più ordini, dall’incorniciatura architettonica elaborata e ricca di figure intagliate.
Questo il termine con cui lo scrittore siciliano Vincenzo Consolo intitolò il suo libro alludendo alla complessità della struttura, basata su un intreccio di piani narrativi, di rapporti tra scrittura e immagini.  Pubblicato nel 1987, “Retablo” ha ispirato gli scatti di Mario Cresci esposti alla bella mostra “D’après Retablo”, presso la Gallery Photology di Milano dal 7 Febbraio al 5 Aprile 2013.
Una decina di scatti che illustrano, descrivono, rievocano la Sicilia con i suoi luoghi, profumi, fauna, flora, colori (emblematica in alcuni scatti la scelta di sfondi di colore neutro per un maggior risalto delle tonalità cromatiche del soggetto), che in qualche modo finiscono per imprimersi nella nostra mente.
Ma c’è qualcosa di più profondo nel progetto di questo fotografo, classe 1942 nativo di Chiavari.
Egli desidera rielaborare immagini del reale in una diversa, e più intima, dimensione di luoghi e cose.
Gli eventi, gli animaletti, i fichi d’India di questa terra magica acquistano un significato nuovo, perché favoriscono una particolare relazione di empatia con l’osservatore.

Mario Cresci – D’Apres Retablo (Cenacola) 2012. Copyright Mario Cresci. Courtesy Photology Milano

Il primo piano di un fico d’India di per sé può non apparire un’immagine eccezionale o particolarmente profonda. Ma se pensiamo alle sensazioni che quella stessa immagine potrebbe esercitare su di noi, ecco che quel fico d’India, tra i simboli della Terra dell’Etna, si schiude come una porta, riportandoci alla mente tutta un’altra serie di cose e luoghi che fanno la fortuna di questo magico Paese.
Basti pensare alla Valle dei Templi di Agrigento, o al celeberrimo teatro greco di Siracusa, dove ancora oggi sono rappresentati i drammi di Eschilo, Sofocle, Euripide, vecchi di oltre duemila anni.
Oppure ai luoghi di origine dei più grandi geni letterari del nostro tempo: Verga, Pirandello, Sciascia.
Per non parlare poi dello straordinario ruolo di crocevia di culture ricoperto in passato (Greci, Normanni, Arabi, Aragonesi, solo per citarne alcuni).

Mario Cresci – D’Apres Retablo (Vulcaia) 2012. Copyright Mario Cresci. Courtesy Photology Milano

E che dire dello spettacolo della natura incontaminata di una terra che ancora attende di essere compresa fino in fondo, nelle sue tradizioni, nei suoi miti?
Ecco dunque che gli scatti, protagonisti in una comune mostra fotografica, servono solo per esprimere le sensazioni provate, come quando andiamo a fare un viaggio in uno dei posti più belli del mondo e scattiamo fotografie o giriamo filmati. Questi ci ricordano sì cosa abbiamo visto, ma non possono farci rivivere con la stessa intensità le sensazioni di smisurata profondità provate davanti a un mare limpido e sterminato, oppure il sapore di quei frutti che solo la Sicilia è in grado di offrire.
Tappe di questo straordinario viaggio immaginario sono dunque i sentimenti, che sfuggono alla logica. Ecco perché quella di Cresci non è una fotografia determinata, programmata. Immortalare l’immagine è il mezzo, non il fine dell’opera.
Di conseguenza, il viaggio in Sicilia di Fabrizio Clerici, protagonista di “Retablo”, si trasforma in una narrazione profonda dell’arcaica bellezza di quella terra, rivissuta anche dall’osservatore di questi scatti, che  finalmente capirà la concezione del Consolo della propria scrittura, intesa non tanto come “forma comunicativa”, quanto piuttosto come “forma espressiva” del dato reale.

Alberto Pelucco

“Mario Cresci. D’après Retablo Site Specific – Sicilia 2012”  
dal 7 Febbraio al 5 Aprile 2013
Gallery Photology cortile interno, via Moscova, 25 – Milano
Info:
Web: www.photology.com
Mail: shows@photology.com
Tel: 026595285
Orari: Lunedì – Venerdì h. 11 – 19
Ingresso Libero


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