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Musica

Martina Franca: comincia il Festival della Valle d’Itria

Alberto Corrado
16 luglio 2012

Due giorni fa è avvenuta l’inaugurazione di uno degli appuntamenti musicali di cui l’Italia può andare più che fiera: parliamo del Festival della Valle d’Itria, giunto quest’anno alla XXXVIII edizione.
Il cartellone è ampio e diversificato, per un totale di ventinove appuntamenti in cui spiccano grandi nomi, fra cui quelli di Gabriele Lavia, Tiziana Fabbricini, Sonia Prina, Corrado Rovaris.
Il festival accosta generi diversi. Se gli eventi più attesi sono senz’altro i quattro allestimenti operistici, centro nevralgico dell’evento, importante è anche il programma di musica sacra “Concerto per lo spirito”, pensato per conciliare credi e religioni apparentemente distanti. Altri momenti rilevanti saranno anche la Festa del Belcanto e il grande concerto sinfonico che il 2 Agosto chiuderà il Festival. Non mancano i concerti dedicati alla musica da camera dal barocco al Novecento, inseriti nel ciclo Fuori Orario.
Fin dal 1975 il Festival della Valle d’Itria, fondato da Alessandro Caroli, Franco Punzi e Paolo Grassi, si è distinto nella scelta di un repertorio allora poco affermato, con un’attenzione particolare ad allestimenti filologici, che rispettassero i tipi vocali e l’autenticità dei testi originali. I direttori artistici che si sono susseguiti nel corso dei decenni hanno sempre mirato a valorizzare le opere belcantistiche italiane e straniere e la Scuola Napoletana settecentesca. Alberto Triola, divenuto direttore nel 2010, ha dato maggiore spazio al teatro musicale barocco e all’opera contemporanea, nella convinzione di fare dell’evento pugliese “un luogo di riflessione e dialogo. Un luogo in cui riunirsi, emozionarsi e ritrovarsi come comunità, società, nazione”. L’edizione 2012 adotta come motto una citazione dalla “Gerusalemme liberata” di T. Tasso “…e dentro è l’uno, e di fuor l’altro io sento”, che ben simboleggia la volontà del festival di rendere partecipi i singoli della valenza fortemente comunitaria e civilizzatrice della musica e del teatro musicale.
L’opera che ha inaugurato la stagione è l’“Artaserse” di A. Hasse, composta nel 1730 su uno dei più famosi libretti di Metastasio. La direzione è affidata a Corrado Rovaris e nei ruoli protagonisti troviamo A. Z. Giustiniani, M.G. Schiavo e Sonia Prina, per la regia di Gabriele Lavia.
A seguire, l’opera da camera in un atto “Nur”, commissionata dal Festival a M. Taralli, rappresentata in prima assoluta. Alla direzione J. Bernacer, affiancato alla regia da R. Recchia; fra i cantanti troviamo T. Fabbricini e D. F. Durà. Il terzo lavoro sarà la “Zaira” di V. Bellini, una delle sue opere meno conosciute, composta solo in un mese nel 1829 per inaugurare l’apertura del teatro Ducale di Parma. Si tratta della terza ripresa in epoca moderna, poiché il lavoro uscì dalle programmazioni fino al 1976. Direttore è G. Sagripanti e regista R. Cucchi. Nel ruolo della protagonista ci sarà il soprano Saioa Hernandez.
Per finire, abbiamo un’altra commissione del festival, un’ interessante riduzione drammaturgico-musicale per ensemble moderno dell’ opera di L. Rossi “Orfeo”, a cui per l’occasione viene aggiunto il sottotitolo di “Immagini di una lontananza”. Sul podio ci sarà C. Goldestein, affiancato alla regia da F. Ceresa  con l’intervento, fra i cantanti, di I. Nazarov, K. Pärtna, C. Guida.

 

Eva Marti


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