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Maths in Style: Valentino Mirabilia Romae

Luca Antonio Dondi
12 luglio 2015

COPERTINA

Lo scorso 9 luglio Roma si è trovata sotto i riflettori per aver raccolto, probabilmente, l’evento romano più elegante e glamour dell’anno: la sfilata Haute Couture di Valentino. La Maison lascia da Parigi per tornare nella città che l’ha vista nascere, restituendo, con questa collezione, tutta la bellezza che da sempre la città eterna le ha offerto. Mirabilia Romae è il titolo di questa speciale collezione ideata dai direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, un titolo che racchiude in sé tutta la forza di una linea dalla straordinaria eleganza, geometrie e ricami preziosi, alta sartorialità. Non ci sono parole per descrivere una tale bellezza, ed è per questo che Luuk Magazine vi propone una serie di immagini che appieno raccontano l’universo nascosto dietro Mirabilia Romae.

Roma è l’elemento chiave attorno al quale ruota l’intera collezione, e in ogni capo è presente un pezzetto di città e, soprattutto, della sua storia. Armature da gladiatore romano si intravedono su lunghi abiti neri e si illuminano da opulenti gioielli dorati ispirati all’antica Roma.

Altro forte simbolo della romanità in questa collezione è la toga: veste simbolo di consoli e sacerdoti, la toga è ridotta alla raffinata essenzialità di un telo di seta rossa scivolato, con morbidezza, sul corpo di modelle che appaiono come moderne Gionone venute in terra.

L’opulenza dell’aristocrazia romana all’epoca imperiale è rappresentata attraverso l’uso massiccio dell’oro nei gioielli, nelle calzature, nelle corone d’alloro e anche negli abiti. Questi ultimi si adornano di ricami floreali applicati a vivo e spighe di frumento creando un capo che diventa quasi un bassorilievo.

Mirabilia Romae è il connubio perfetto tra moda, storia e arte; è un ringraziamento speciale alla città che ha dato i natali a uno dei più grandi stilisti del XX secolo – che ha partecipato all’evento – e un orgoglio per questo Paese che ancora, nonostante tutto, non smette di stupirci.


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