Arte

Matilda di Canossa. A Firenze la forza di un mito

Elisa Monetti
20 agosto 2016

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A novecento anni dalla sua morte, Firenze ricorda in mostra una donna che, da sola, cambiò le sorti della storia d’Italia: Matilda di Canossa.

Casa Buonarroti, nella città dove la contessa trascorse gli anni della gioventù, ospiterà infatti fino al 10 ottobre un gran numero di oggetti delle più svariate provenienze a documentare la vita della mantovana.

Una donna di un’incredibile modernità se ci si cala nel contesto in cui ha vissuto.

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Occorre tornare nel Medioevo, negli anni che vanno dal 1046 al 1115, per conoscere la straordinaria Matilde. Lei che a soli 26 anni, non volendo ridursi al mero ruolo di generatrice dell’erede maschio per il suo Signore, lascia il marito sposato per interesse politico e ignora il tentativo di lui di riconquistarla qualche anno dopo offrendole armate e potere.

Sempre lei, appena trentenne, lascia un Imperatore in ginocchio a capo chino, a piedi nudi nella neve, tre giorni e tre notti alle porte del suo castello perché invochi adeguatamente il perdono papale: è il 1077, l’anno della celebre Umiliazione di Enrico IV.

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È ancora Matilda che nel 1088 anticipa il femminismo in materia di parità dei sessi. Prima degli scioperi delle operaie in fabbrica durante la rivoluzione industriale, prima che Virginia Woolf scrivesse che Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta e prima che Rosie the Riveter, con una camicia di jeans e un foulard a pois tra i capelli, mostri il bicipite ispirando le donne d’America e del mondo intero con il volto fiero e lo sguardo severo: We can do it! Prima di tutto ciò, c’è una donna, italiana, quarantenne che chiede la mano di un Duca diciannovenne, Guelfo V, per il bene del suo regno, organizzando un matrimonio sontuoso, con una festa nuziale durata ben quattro mesi, matrimonio che si conclude in pochi giorni con la fuga del marito, cacciato dalla moglie per ave rifiutato il letto coniugale.

Ben lungi dall’infiacchirsi per il matrimonio concluso, Matilda di Canossa si prepara ancora una volta a resistere all’invasione di Enrico IV. Con un esercito inferiore e dovendo far fronte ad importanti tradimenti, la donna si arrocca tra i suoi castelli e le sue torri, muovendo le fila di una guerra che vincerà definitivamente a suon di frecce e calate di olio bollente.

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Muore senza eredi nel 1115, e oggi è una delle tre donne sepolte nella basilica di San Pietro, a memoria della sua devozione al papato e dell’imperitura fede religiosa.

Questi e molti altri episodi, come la suggestiva ipotesi che Dante l’abbia scelta come guida in alcuni passi della Divina Commedia, o il vanto che Michelangelo fa di una loro presunta parentela, sono il cuore di una mostra imperdibile, un omaggio degno di chi lo riceve.

 

Matilda di Canossa, la donna che mutò il corso della storia
Dal 14 giugno 2016 al 10 ottobre 2016
Casa Buonarroti, via Ghibellina 70, Firenze
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10:00 – 17:00; chiuso il martedì


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