Motori

Mercedes superstar: “only the horses”

Davide Stefano
25 giugno 2013

Il gruppo musicale Scissor Sisters aveva inserito nel video della canzone “only the horses” quattro cavalli. Ben di più ha fatto Mercedes, che è riuscita ad inserirne 360 in un motore 4 cilindri, il primo della storia AMG e il più potente mai costruito al mondo: si tratta del motore della nuova classe A45 AMG (che avrò la fortuna di provare fa poche settimane). Mercedes si è poi spinta fino ad arrivare a 557 cavalli nei modelli ML e GL, 525 cv nella versione CLS Shooting Brake – nuovo segmento e nuova concezione di pensare il segmento inventato nel 2006, quello delle ammiraglie coupé, che grazie ai designer della “Freccia d’argento” sono riuscite a mantenere la linea filante delle coupé aggiungendo un bagagliaio da station. Si passa poi all’AMG più apprezzata e venduta degli ultimi anni, la C63 Station, fornita di 487 cv, che ti permette di portare bagagli e famiglia a 300 km/h nella versione performance AMG.

Il nostro itinerario, iniziato come il consueto viaggio stampa molto formale, è finito nel rivelarsi una piacevole scampagnata tra amici attraverso Slovacchia e Austria per ritornare infine in Italia.
Il viaggio si è articolato in due fasi: nella prima abbiamo assistito alla gara Superstars, che si svolgeva sul circuito Slovakia Ring. In essa i piloti ufficiali hanno concluso con una vittoria e un secondo posto. Nella seconda fase abbiamo testato i modelli AMG sia in pista che in strada, compiendo così un cosiddetto “road trip”. Dopo la gara abbiamo avuto la possibilità di conoscere i due campioni, motorizzati con due C63 AMG berlina, Vitanatonio Liuzzi e Thomas Biagi.

Quest’ultimo ci ha accompagnato fino ad Udine, dove il gruppo si è diviso tra Milano, Roma e Bologna.
Abbiamo avuto la possibilità di provare delle vere e proprie Supercar, macchine che ti trasmettono una sensazioni di onnipotenza, unendo la comodità delle classiche berline ad auto che si trasformano in delle pistaiole con il semplice gesto di girare una manopola, passando dalle caratteristiche comfort a quelle sport plus, tarando le sospensioni da morbide a race.

Il viaggio si è svolto in maniera poco formale tra “pit stop” in stile Formula 1, strategie di gara, rifornimenti di carburante. Interi paesi si svegliavano a causa dei rumori molesti provenienti dai nostri V8 e il problema più grande durante il viaggio di ritorno è stato quello di tenere sotto i 130 km/h questi “mostri”. Se per caso vi trovavate tra Bratislava e Milano e avete visto sfrecciare delle AMG, state tranquilli: non eravamo noi, bensì il nostro spirito impadronitosi del nostro piede destro.

Davide Stefano


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