Letteratura

Messico: nuvole e sole nella letteratura latinoamericana

staff
9 dicembre 2012

Luoghi mitici ed affascinanti, una cultura che inizia a tracciare il proprio solco già nel periodo di splendore delle civiltà precolombiane; il Messico è un grande oceano di storie e popolazioni che si intrecciano lungo il sentiero scosceso che giunge alla modernità. Un Paese di sofferenza, lotta, soprusi, ma anche orgoglio popolare, culla e tormento di celeberrimi autori di livello internazionale. Ma la cultura letteraria messicana si fa – più che in altri Paesi – portavoce degli eventi che, negli anni, hanno segnato le sorti della sua gente. L’elemento letterario diventa crocevia della passione – quest’ultima, materia indissolubile che lega estro e creatività ad una malinconica e romantica sensualità.

Ci addentriamo nei meandri della cultura messicana partendo proprio da un episodio simbolo della storia moderna. “Alamo”, ultima fatica di Paco Ignacio Taibo II, è la storia della famosa battaglia tenutasi nell’omonima città del Texas nel 1836, quando i messicani, guidati dall’ufficiale Santa Anna, assalirono la fortezza di El Alamo non distante da San Antonio (città di importanza strategica rilevante) provocando centinaia di morti e feriti negli schieramenti di entrambe le parti. Fu una battaglia durissima, raccontata e mitizzata soprattutto dal cinema americano – naturalmente secondo il punto di vista a stelle e strisce. Lo scrittore spagnolo trapiantato in Messico, dopo aver assiduamente studiato la vicenda, dice la sua a riguardo. Un evento drammatico che ha influenzato in maniera significativa la storiografia di tutta l’America.
In questo nostro speciale, come sempre, l’intento è di dare voce a tutte le forme in cui può essere declinata la letteratura di un Paese. Octavio Paz, con il suo poema “Pietra di sole”, introduce nel nostro discorso il tema dell’amore. Paz, Premio Nobel per la Letteratura nel 1990 e morto nel 1998, rappresenta la voce poetica in lingua spagnola più importante del Novecento.“La pietra di sole”, titolo del poema, rappresentava “il tempo originario” simbolo del calendario rituale azteco. Questo riferimento non è casuale. Il vero protagonista è il tempo: la sua circolarità assume qui un ruolo di primaria importanza; ma viene anche interrotta da una forza ancor più potente, la passione erotica che abbatte la futilità del consueto e banale ripetersi delle ore.
“Tutto è visibile e tutto è elusivo,
Tutto è vicino e tutto è inafferrabile”
O. Paz

L’autrice messicana Angeles Mastretta ci accompagna nel nostro viaggio facendoci immergere in quello sterminato oceano che è la narrativa. Il romanzo “Strappami la vita” del 1985 è stata l’opera che ha portato la scrittrice alla ribalta in tutto il Mondo. Ripubblicato da Giunti nel 2008, e precedentemente edito in Italia da Feltrinelli, la giornalista-scrittrice narra la vicenda di Catalina, moglie di un importante uomo politico che non disprezza le amanti e gli intrallazzi. La protagonista s’innamorerà di un musicista che la condurrà verso la rinascita. Un testo che, partendo dal dramma sentimentale, traccia gli elementi di una storia dai valori universali ma al contempo di estrema attualità. Come lo sono tutte le storie che hanno al centro l’uomo, i suoi vizi, le sue virtù e le sue passioni.

Le immagini descritte dalla Mestretta sono legate a temi e vicende narrate anche nell’opera di un altro protagonista della letteratura contemporanea messicana: Carlos Fuentes. Nel nostro spazio proponiamo il libro”Tutti i soli del Messico”, un’opera che già nel titolo evoca la struttura narrativa messa in atto dall’autore. Un collage di saggi dal valore euristico: la riscoperta del Messico attraverso la riproposizione delle tappe cruciali della sua storia. Dall’impero azteco fino alle insurrezioni in Chapas ad opera delle truppe del subcomandante Marcos. Fuentes rilegge le vicende del passato alla luce del presente. In un momento delicatissimo per la nazione, da tempo sull’orlo di un drammatico dissesto economico e sociale, l’autore ricompone le ceneri di un glorioso passato dal quale ripartire per scrivere una nuova pagina di Storia
Concludiamo il nostro percorso con una delle più importanti figure dell’arte messicana: il genio di Frida Kahlo. La scrittrice, nonché storica dell’arte, Sarah M. Lowe ci descrive l’arte della pittrice nel libro dal titolo “Frida Kahlo, autoritratto in frammenti”, un’opera che delinea la figura di un’artista nelle cui creazioni emergono sempre sprazzi, schegge, brandelli, frammenti – appunto – della sua vita. La Lowe ci descrive il rapporto indissolubile tra l’arte e le emozioni: l’amore per il marito e, più di tutto, il bisogno di dare voce ad un corpo straziato dall’ incidente che segnerà per sempre la vita di Frida. Frammenti che l’autrice del libro ricompone, per intenditori e appassionati, in un quadro omogeneo e di grande impatto emotivo.

Alessandro Giuliano

“Alamo” di Paco Ignacio Taibo II, Marco Tropea Editore, traduzione di Pino Cacucci, pp. 288
“Pietra di sole” di Octavio Paz, Albatros, traduzione di Francesco Fava, pp.104
“Tutti i soli del Messico” di Carlos Fuentes, Il Saggiatore, traduzione di Bruno Murgia, pp.256
“Strappami la vita” di Angeles Mastretta, traduzione di Sandro Ossola, Giunti, pp. 251
“Frida Kahlo. Autoritratto in frammenti” di Sarah M. Lowe, Selene Edizioni, pp. 160


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