Motori

Messico su quattro ruote

Giorgio Merlino
4 dicembre 2012

“Il Messico si colloca oggi al quinto posto nel mondo in termini di esportazioni di auto e il valore delle esportazioni di veicoli è maggiore di quelli di Brasile e India messi insieme”- spiega Sergio Contreras, vicepresidente esecutivo di Comce (Consejo empresarialmexicano de comercio exterior). Da qualche anno il Paese nordamericano ha attuato una politica di totale apertura verso l’estero, mettendo in pratica circa 40 trattati di libero scambio. Queste operazioni hanno presto dato i loro frutti e oggi il settore automotive messicano rappresenta il 18,5% del valore aggiunto manifatturiero, dando lavoro a circa un milione di persone.

Dal 2000 al 2010 il settore ha visto 26,7 miliardi di dollari d’investimenti complessivi e le esportazioni sono aumentate, dal 2009 al 2011, del 175%, raggiungendo quota 2,143 milioni di auto. Un esempio calzante di questo processo tocca molto da vicino proprio noi italiani: mi riferisco ovviamente allo stabilimento produttivo Fiat a Saltillo. Dopo aver suscitato non poco disaccordo, il gruppo Fiat-Chrysler non ha dato segni di cedimento, aumentando le vendite del 17% e raggiungendo le 10.550 unità nel novembre scorso; si è trattato del settimo mese consecutivo di aumenti a due cifre, ha sottolineato la società. Al momento la produzione è limitata alla Fiat 500 e alle sue versioni Abarth ed elettrica, ma sono convinto non abbiano alcun motivo per cui lamentarsi dato che le vendite della Cinquecento, in particolare, sono salite del 141%.

Sbarcata poco dopo in Messico, ma non per questo con un “esercito” meno imponente, troviamo la Pirelli, che a fine maggio ha inaugurato il nuovo stabilimento a Silao. Un regime fiscale vantaggioso e salari base di 500 euro hanno permesso in soli dieci mesi di dare alla luce una fabbrica di 135mila metri quadrati, la ventiduesima della società nel mondo che insieme a quello di Settimo Torinese diventa l’impianto più avanzato, per tecnologia e impatto ambientale. Nulla da temere per quanto riguarda invece l’inquinamento visivo perché lo stabilimento sorge sì nel bel mezzo del deserto messicano, ma all’interno di un enorme parco industriale che nel raggio di qualche chilometro accoglie anche General Motors, Volkswagen, Ford e Nissan.
Per finire tralasciamo il crudo aspetto economico che lega il mondo delle automobili all’affascinante Messico e dirigiamoci verso un viaggio da sogno, rigorosamente al volante.

In soli 15 giorni e 14 notti è possibile scoprire gli svariati volti del paese nord americano seguendo un tour che prevede ben 15 tappe. Partendo da Città del Messico, capitale del Paese e una delle più grandi città del mondo con i suoi 23 milioni di abitanti, bisogna attraversare i brulli paesaggi punteggiati di cactus ma impregnati di storia e leggende per raggiungere l’affascinante Cancun e le sue località balneari da mille e una notte.

Giorgio Merlino


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