Arte

Metzinger: il ciclismo sbarca a Venezia

staff
21 luglio 2012

Dal 9 giugno al 16 settembre 2012, la Collezione Peggy Guggenheim presenta la mostra “ Ciclismo, Cubo- Futurismo e la Quarta Dimensione. “Al velodromo” di Jean Metzinger ”.
Centro propulsivo della mostra, a cent’anni esatti dall’esecuzione, è per l’appunto il dipinto “ Al velodromo” (1912) di Jean Metzinger (1883 – 1956), acquisito da Peggy Guggenheim nel 1945.
Il pittore è un esponente del Cubismo poco noto rispetto ai celeberrimi Picasso e Braque; le sue opere rivestono tuttavia un’importanza capitale in relazione alla genealogia del movimento artistico, a cui Metzinger contribuì direttamente tanto attraverso le proprie creazioni figurative quanto sotto un profilo teorico. Insieme ad Albert Gleize, Metzinger pubblicò difatti nel 1912 il testo “Du Cubisme”, primo libro sui metodi e gli scopi del Cubismo. Si tratta di un volume fondamentale, dotato di notevole profondità analitica e speculativa: i riferimenti alle geometrie non euclidee, con l’intento di integrare la quarta dimensione, quella temporale, con lo spazio tridimensionale, il richiamo alla continuità rispetto alla pittura tradizionale, che non deve essere annientata, bensì vivificata, l’imprescindibilità di una rappresentazione dinamica dell’esperienza esistenziale, sono solo alcuni dei principali assunti del rivoluzionario movimento artistico supportato da Metzinger.
L’esposizione veneziana si prefigge di mostrare, attraverso un’ampia offerta artistica, la concretizzazione figurativa di tali principi, ponendo particolare attenzione sul tema del ciclismo. Pratica sportiva appassionante, capace di rendere plasticamente visibile l’ebbrezza della velocità, il ciclismo diviene soggetto ideale delle scomposizioni cubiste, stimolando l’indagine della tematica temporale.
Così ne “Al velodromo” Metzinger coniuga uno sport popolare come il ciclismo ai tentativi di definire
in pittura la quarta dimensione, a cui allude quel numero “4” che appare sullo sfondo, sugli spalti del velodromo. Il dipinto di Metzinger è la prima opera di carattere avanguardistico a rappresentare in modo così specifico un evento sportivo. I concetti di prospettiva multipla, di simultaneità e di tempo emergono magistralmente, stabilendo una efficace linea di continuità con la tradizione classica della pittura francese di
Jacques-Louis David e Jean-Auguste-Dominique Ingres.
L’esposizione, ideata e curata da Erasmus Weddigen, storico dell’arte e restauratore, include numerosissime altre opere accomunate dall’interesse per il ciclismo e più in generale per la velocità, intesa come espressione significativa dello spirito di una nuova epoca, quella aperta da un punto di vista artistico dal Cubismo ed ampliata di prospettiva dal Futurismo; oltre a Metzinger, illustri protagonisti della mostra sono Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Gino Severini, Mario Sironi, Marcel Duchamp, Georges Braque e Louis Marcoussis. Alle opere di tali giganti si affiancano prototipi di biciclette, manifesti pubblicitari e fotografie storiche, allo scopo di documentare in modo eterogeneo, ma insieme coerente, una dimensione espressiva di straordinario fascino.

 

Luca Siniscalco

 


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