Arte

Miart 2014: un tuffo nell’arte contemporanea

Luca Siniscalco
30 marzo 2014

miart0

Milano. Entriamo in fiera, varchiamo l’ingresso e ci gettiamo in un mondo altro: dipinti, sculture, installazioni, prospettive. Squarci di colore e ingegno inglobano appassionati e visitatori inesperti: in un caso a vincere è la raffinatezza delle proposte artistiche, nell’altro la potenza visiva che precede la concettualizzazione; in entrambi, a vincere, è sempre miart 2014.

La fiera d’arte internazionale milanese, ospitata a Fieramilanocity (Ingresso Viale Scarampo, Gate 5, padiglione 3), si conclude oggi, domenica 30 marzo, con un ottimo riscontro di pubblico, a testimonianza di un interesse per l’arte sempre vivo e attento alle iniziative di questo genere.

Miart propone una riflessione accurata sul panorama moderno e contemporaneo dell’arte, in una prospettiva internazionale, aperta alla comparazione, alle differenze e al sincretismo.

miart1

Tele di giganti del Novecento – Fontana, De Chirico, Savinio, Depero, Sironi, solo per citarne alcuni – si affiancano a sperimentalismi di giovani artisti, ad indicare come il suolo dell’arte permane fecondo, resistendo concretamente alle prognosi di morte di tanti teorici, nonostante le indubbie problematiche estetiche e le critiche spesso condivisbili.

Continuità fra passato e presente, multidisciplinarietà, studio delle tendenze artistiche: sono queste le tematiche centrali dell’iniziativa. Proprio per esprimere queste diverse prospettive, miart 2014 si è presentata strutturata in diverse sezioni: Established, che riunisce gallerie ormai affermate nella promozione dell’arte moderna e contemporanea; Emergent, riservata alle giovani gallerie d’avanguardia; THENow, sezione a invito in cui a confrontarsi sono un artista storico e uno appartenente a una generazione più recente; Object, dedicata al design; Conflux, progetto speciale del 2014, finalizzato alla presentazione di creazioni e installazioni site-specific di singoli artisti rappresentati da gallerie internazionali.

Le 148 gallerie globalmente coinvolte nell’iniziativa hanno così aperto la primavera artistica milanese, suscitando l’orgoglioso commento dell’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che ha dichiarato: “Milano durante miart rivela in tutta la sua pienezza il ruolo di capitale d’arte e innovazione, di cultura e avanguardia, di tradizione e sperimentazione. Non solo, ma dimostra anche agli artisti, ai galleristi e al pubblico internazionale la sua straordinaria capacità di fare sistema e di creare sinergie tra spazi pubblici e privati, unendo per un weekend negli stessi luoghi il pubblico, gli appassionati e i buyers, gli artisti e i critici, in una grande festa che non farà che confermare la dimensione internazionale di Milano”.

La fiera è stata accompagnata da una serie di miartalks, dedicata all’organizzazione di conferenze, dibattiti e interviste per approfondire i temi proposti dalle gallerie, con particolare attenzione al problema della produzione e distribuzione artistica.

ruinart

In conclusione, una chicca per i nostri lettori; per il secondo anno consecutivo i visitatori della miart hanno goduto di un partner d’eccezione: la Maison Ruinart, che con il proprio Champagne ha allietato l’esperienza artistica grazie alle storiche bollicine, giunte per la prima volta nel Belpaese ben 250 anni fa.

Luca Siniscalco


Potrebbe interessarti anche