Architettura

Microarchitettura: ambienti accoglienti in spazi minuscoli

Roberto Levati
27 dicembre 2016

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Non solo grandi edifici e grattacieli, enormi strutture e imponenti costruzioni. I piccoli spazi sono sempre stati una grande sfida per architetti e designer, stimolati dal concetto di “existenzminimum”, ossia dalla ricerca del minimo indispensabile per rendere un ambiente vivibile, accogliente e a misura d’uomo. A partire dal XX secolo, infatti, si sono succeduti numerosi progetti volti alla creazione di “capsule abitative” sempre più sofisticate e dalle dimensioni sempre più ridotte.

Le Corbusier, LE CABANON, Roquebrune-Cap-Martin, France
Approfondendo il tema della micro architettura è doveroso cominciare dall’opera di uno dei più grandi maestri del ‘900. Basato su un quadrato con lati da 3,66 alto 2,26 metri, il Cabanon è diventato l’archetipo della cellula minima, offrendo all’ospite ogni tipo di necessità. Un letto, un tavolo, armadi e un angolo toilette sono gli unici arredamenti che riempiono lo spazio, corredato da pannelli mobili in legno colorato. Le piccole finestre e un prezioso gioco di specchi offrono bellissimi scorci del paesaggio circostante da ogni punto di questa piccola casa a capanna.

Renzo Piano, DIOGENE, Weil am Rhein, Svizzera
Risultato di oltre dieci anni di ricerca e sviluppo, questa casa mobile si basa su un modulo di 2,4×2,96 metri con altezza al colmo del tetto di 3,2 metri. È una soluzione abitativa ridotta all’essenziale e privata di ogni elemento superfluo che tuttavia garantisce tutto il necessario per poter vivere in completa autonomia. Le tecnologie avanzate degli impianti infatti rendono questa piccola casetta completamente autosufficiente, in grado di autoprodurre energia, recuperare e purificare l’acqua in modo totalmente indipendente dalle infrastrutture di distribuzione urbana.

Tengbom, SMART STUDENT UNIT, Lund, Svezia
Progetto sviluppato in collaborazione con l’università di Lund, in Svezia, per la creazione di una cellula minima dotata di tutti i confort per soddisfare le esigenze di uno studente fuorisede. Realizzata interamente in legno, questa piccola unità abitativa, con una superficie di 10 metri quadri, offre una cucina, un bagno, un letto, due tavoli per mangiare e studiare ed infine un’amaca per rilassarsi nel tempo libero. L’impiego di materiali naturali e tecniche costruttive semplici ha garantito l’abbattimento delle emissioni di CO2 e favorito la creazione di un modulo facilmente trasportabile.