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Il mio punto di vista

Milano apre le sue dimore storiche alla signora Moda

Gabriella Magnoni Dompé
27 settembre 2014

Amfar Milano, 20/09/2014 Ph. Mauro Pomati/SGP

Una splendida quasi indian summer ha concluso questa edizione della Fashion Week nella nostra Milano. I bilanci? Lascerei agli esperti il giudizio di quanti e quali benefici essa abbia dato alle nostre aziende del fashion e, più in generale, alla nostra arrancante economia per la quale la moda rappresenta un volano assolutamente imprescindibile.
Sono certamente anche io in qualche modo una fashion addicted, ma allo stesso tempo mi trovo ad essere anche un’imprenditrice: il mio settore di competenza, quello immobiliare, non potrebbe trovarsi maggiormente nell’occhio del ciclone, proprio perché di importanza vitale per una ripresa economica che ci auguriamo ormai assolutamente e realmente prossima.

Tra tutti gli eventi di questa MFW, quello che ci ha dato l’impressione che anche qui a Milano il clima stia realmente cambiando a livello di presenze internazionali e di vero glamour è stato senza dubbio il Galà Amfar. Oltre l’importanza della causa, è sicuramente un esempio da prendere a modello per il futuro: un evento di charity così di spicco – come può essere il Met Gala di New York –, in grado di fare della nostra bella città un polo di attrazione a livello globale, dovrebbe essere riproposto ogni stagione a sostegno anche di altre malattie, di altre problematiche.
Un milione e quattrocento mila dollari a sostegno della lotta contro l’HIV sono un risultato eccezionale, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale: perché allora non valorizzarlo e svilupparlo a favore di altri nobili obbiettivi?

Si parla tantissimo del connubio moda-arte, moda-scienza, moda-cinema e teatro, ma ciò che è risultato evidente durante questa fashion week milanese è stato un nuovo meraviglioso connubio ed una fortemente voluta sinergia tra la bellezza architettonica della nostra città e l’esaltazione della creatività stilistica.

Diversi tra i più affascinanti palazzi storici della capitale meneghina sono stati infatti splendidamente ristrutturati e riaperti per eventi che hanno fatto da fiabesco contorno alle sfilate. Così come gli abiti rendono noi donne più belle, certamente queste affascinanti locations non potevano non esaltare i contenuti creativi presentati.

E infatti, come non rimanere a bocca aperta dinanzi ad un abbagliante Palazzo Litta in corso Magenta 24 che ha accolto il ritorno di Krizia? Impattante e meraviglioso il contrasto tra gli abiti anni ’80 della storica Maison, incredibilmente futuristici, e la meraviglia degli stucchi, delle specchiere e degli affreschi di questa dimora dal sapore magico.

E che dire, poi, dell’evento ANITALIANTHEORY di Alessandro Enriquez, che ha voluto aggiungere alla creatività stilistica un’ulteriore ricerca? Io stessa, MILANESE DOC, ho scoperto a pochi passi da casa mia in corso Magenta 12 l’incanto dei cortili magistralmente ristrutturati e trasformati nel set di un evento di semplice eleganza… ad oggi, qualche volta mi sorprendo ancora a ripensare all’atmosfera entusiasmante data dai giardini e dall’acciottolato riportato alla sua antica bellezza.

Siamo ormai forse abituati a vedere antiche dimore, quale Palazzo Clerici per Simonetta Ravizza o l’Accademia di Brera per Luisa Beccaria, aprire i loro saloni per ospitare le presentazioni stilistiche dei brand più famosi, ma come non rimanere a bocca aperta dinanzi allo splendore tanto severo quanto mozzafiato del Palazzo del Senato magistralmente ristrutturato e riaperto dopo anni di lunghi lavori? Per non parlare poi di un luogo simbolo della nostra città, quale la Rotonda della Besana trasformata da Marni in un mercato interno ed esterno di fiori, di semi e di arredi per giardini.

Troppo spesso quando si parla del capoluogo lombardo ci si riferisce ad una città fatta unicamente di business e tecnologia, dove i turisti si recano tutt’al più per ammirare il Duomo, il Cenacolo Vinciano, il Castello Sforzesco, talvolta l’Accademia di Brera e, solo i più curiosi, i Navigli. Sostanzialmente una città di riunioni d’affari, di banche, di grattacieli e di shopping nelle vie del quadrilatero.

Ebbene, dal mio punto di vista l’arricchimento più nuovo per la nostra Milano durante questa settimana della moda è certamente stato il tentativo di creare una sinergia tra il fashion e la città come bellezza artistica in se stessa.

Un elemento, questo, ormai totalmente assodato all’estero: Milano, dunque, come Parigi o New York?

Lascio a persone più qualificate di me queste considerazioni, ma di certo mi piace sottolineare questa eclatante riscoperta del patrimonio artistico e architettonico della nostra città. Forse un primo reale passo al di là di improbabili installazioni quale Expo Gate, verso l’accensione dei motori per un’occasione Expo di cui al momento tanto si vocifera e poco si parla, ma che – volenti o nolenti – non dobbiamo e non possiamo lasciarci sfuggire.
O forse, molto più semplicemente, stiamo finalmente imparando a volerci bene e ad accettare che il “Brand Italia” dispone di eccellenze che solo dobbiamo “rispolverare”.

Gabriella Magnoni Dompé