Sport

Milano “chiama” il Cio: sogna i Giochi 2028

Riccardo Signori
16 marzo 2017

Roberto Maroni, Giovanni Malgò e Beppe Sala

Milano è città di grandi eventi, si tratti di moda o di sport. Insomma c’è abituata. Ma le manca una frequentazione olimpica. Direte: per organizzare le Olimpiadi servono strutture sportive adeguate e qui la grande città casca a terra. Eppoi un sostegno finanziario di grande spessore e qui ci può anche arrivare. Comunque Milano città olimpica è un sogno cullato da tanti e realizzato da nessuno. Quindi capirete perché Beppe Sala, sindaco di Milano, e Roberto Maroni , presidente della Regione, abbiano accettato con entusiasmo l’idea di Giovanni Malagò, presidente del Coni, di cominciare a prendere le misure del mondo olimpico e di portarsi a casa tutti coloro (la sessione dell’Assemblea generale del comitato olimpico internazionale, altrimenti detto Cio) che un giorno potrebbero decidere della sorte di una Olimpiade: per Milano si parlerebbe del 2028, non prima.

Milano parte in caccia, proponendosi per una sessione del Cio, la numero 132 che dovrebbe svolgersi nella prima, o nella seconda, settimana di settembre del 2019. Ufficialmente la decisione sulla sede prescelta verrà annunciata il prossimo settembre, nella sessione numero 130 che si terrà a Lima, in Perù. In questi giorni è stato presentato il dossier. A cosa serve la sessione Cio e perché ha valore propedeutico alla richiesta di portare i Giochi a Milano? Non dimentichiamo la beffa subita dal Coni con la candidatura di Roma 2024: tutto pronto poi la sindaca e le autorità cittadine hanno dato lo stop. Non proprio una buona figura per lo sport italiano e per l’Italia in genere.
Da qui l’idea di ricominciare la corsa per lanciare Milano. La Sessione Cio si occupa delle elezioni dei suoi membri, di valutare ed annunciare le città che ospiteranno i futuri Giochi estivi e invernali, i Giochi giovanili, definisce programmi dei giochi olimpici, verifica i progressi nell’organizzazione delle Olimpiadi già designate, approva relazioni sui vari temi  e discute le tematiche più importanti inerenti la Carta olimpica. Nel corso della sessione 2019 sarà, per esempio, designata la città che ospiterà i Giochi invernali 2026. Insomma tutte questioni di politica sportiva. Però…

Nadia Bianchedi

 Il Cio è un grande carrozzone, e porta frutti a tutti. Una sua sessione comporta l’arrivo in città di circa un migliaio di persone (tra congressisti, media, rappresentanti dei paesi organizzatori delle future sessioni e dei futuri Giochi olimpici). I membri Cio sono personaggi più o meno famosi: nobili e manager, sovrani ed emiri, dirigenti dello sport. Nell’arco di una settimana sono previste presenze pari a 10mila notti in posti letto, con tutto l’indotto per ristoranti, strutture, mezzi di trasporto e comunicazioni. Nel dossier presentato il MiCo, centro congressi da 18.000 persone,  sarà la sede istituzionale, invece il Teatro alla Scala si offrirà alla cerimonia d’apertura con tanto di sfarzosa cena. I membri Cio lavorano (!) ma amano i piaceri turistici. Milano li accoglierà in altri prestigiosi palazzi, a cominciare da Palazzo Marino,  per tutti saranno previste escursioni cultural-goderecce fra il quadrilatero della moda e le lombarde città d’arte.

Nadia Bianchedi, milanese, ex campionessa della scherma, ed ora importante braccio operativo del Coni, avrà la leadership dell’organizzazione. Bianchedi ha lavorato tanto per l’idea di una nuova olimpiade a Roma, con egual entusiasmo proverà a lanciare la sua città verso questo antipasto offerto al Cio in attesa di proporsi, invece, come città organizzatrice di una Olimpiade. Se non sarà il 2028 potrebbe essere il 2032 (dipenderà anche dall’aggiudicazione dei giochi del 2024), ma ormai la voglia milanese di marciare verso una Olimpiade è chiara.

L’Italia, dopo Roma 1960, ha organizzato quella invernale di Torino 2006. Le sessioni Cio, invece, sono state accolte 5 volte da Roma, una a testa da Cortina e Torino. Milano grande assente. Potrebbe ricominciare dal 2019, anno nel quale verranno festeggiati i 500 anni dalla nascita di Leonardo da Vinci, milanese ad honorem che ci ha lasciato il suo Cenacolo: un dipinto dal quale i signori del Cio potrebbero prendere ispirazione.

 


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