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Milano: il baratto amministrativo si può fare

Marco Pupeschi
18 marzo 2016

nuovo-skyline-milano

Il baratto amministrativo, ovvero estinguere i propri debiti con il comune prestando attività lavorativa temporanea che abbia come scopo quello di prendersi cura dei beni…degli stessi cittadini. Pulizie, tinteggiature e manutenzione dei beni comunali per estinguere le multe non pagate oppure i tributi e i canoni. A Milano si può, ed è la prima grande città italiana che avvia questa modalità di collaborazione con i cittadini.

Sia chiaro: i neo patentati che di ritorno dall’aperitivo non trovano più la macchina solo perché era stata parcheggiata nel posteggio riservato ai soggetti diversamente abili…non se la caveranno con un pomeriggio a cancellare i graffiti sui monumenti meneghini. La possibilità di accedere al baratto deve essere infatti legata alla riduzione (in alcuni casi perdita) del reddito familiare.

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Paghiamo le tasse per sostenere la capacità di un comune di erogare servizi ai cittadini: è un patto sociale. Il baratto amministrativo non solo permette che non si rompa il patto sociale fra cittadino e Stato, ma fa sì che questo patto continui ad essere valido proprio per le classi meno abbienti che durante la crisi risentono maggiormente dei costi della pubblica amministrazione e che spesso non possono contribuire.

rimozione graffiti(1)

Ci fa piacere che Milano faccia da apripista ma è ancora presto per dire se il baratto amministrativo avrà successo. Tuttavia vale la pena sottolineare che il capoluogo lombardo per tradizione e atteggiamento culturale, è sempre più orientata al volontariato. In Lombardia le associazioni no-profit sono più di 30’000 (dati Istat) ed è motivo di orgoglio sapere che Milano, da sola, rappresenta circa il 33% di questo associativismo. È motivo di speranza invece sapere che questo trend è in aumento nonostante la crisi economica.


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