Arte

Milano: riapre la cappella di Sant’Aquilino in San Lorenzo

Elisa Monetti
21 novembre 2015

copertina

“Praticamente la chiesa più bella d’Italia”. Questo diceva della basilica di S. Lorenzo in età altomedioevale, intorno al 589, il vescovo Verano di Cavaillon di passaggio per il capoluogo lombardo in un viaggio che l’avrebbe visto poi a Ravenna e Roma.

“Non esiste in tutto il mondo una chiesa più bella”, è invece il parere di Benzo d’Alba, vescovo nella seconda metà dell’XI secolo.

Forte di una critica tanto positiva e tanto radicata nella storia di Milano il gruppo “Amici di Sant’Aquilino”, sostenuto dall’Università Cattolica dl Sacro Cuore di Milano, Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte, Cattedra di Archeologia Medievale, Scuola di Specializzazione in Beni archeologici, Soprintendenza Archeologica della Lombardia e Regione Lombardia, ha oggi terminato un restauro della cappella di Sant’Aquilino, che ci restituisce in parte quello splendore che tanto aveva abbagliato gli sguardi degli antichi.

immagine 1 -portale

Originariamente dedicata a San Genesio, martire nel 303, per volere dell’imperatrice Galla Placidia, la Cappella vede i suoi natali intorno al 410, probabilmente come mausoleo, ancora oggi infatti ospita il sepolcro della stessa imperatrice.

Ad introdurci dall’atrio alla cappella, è un portale recuperato da un precedente edificio romano datato intorno alla metà del I secolo d.C.

Attraversate le bighe, gli amorini e i candelabri floreali, fregi di architrave e stipiti, si entra nello spazio di pianta ottagonale – secondo la tradizione di mausolei e battisteri – circondato da nicchie ad alternanza rettangolari e circolari, sovrastate da una galleria superiore.

Fiori all’occhiello del magnifico restauro sono i mosaici frontali rispetto all’ingresso, che catturano lo sguardo del visitatore e quasi lo ipnotizzano con i loro ori opulenti e i verdi vibranti.

immagine 2 - crsto-sole

Uno, conservato per intero, ci mostra un Cristo imberbe assiso in cielo tra gli Apostoli, promessa di salvezza eterna. L’altro, incompleto, raffigura Cristo-Sole o Elisa – a seconda delle interpretazioni – ascendere tra dei pastori; l’eccezionalità di quest’opera sta nella possibilità di visualizzare, nelle parti in cui le tessere mosaicali non sono presenti, il disegno preparatorio, sinopia, e di poter intuire in questo modo il processo creativo che portava alla realizzazione di simili capolavori.

Del resto, delle decorazioni della cappella che lasciarono a bocca aperta i nostri avi rimangono pochi frammenti materiali, ma tante testimonianze scritte, tra cui quella di un viaggiatore inglese, Rudolph Symonds, che nel 1652 fece copia in un disegno della decorazione della cupola oggi perduta.

La voce degli antichi non ammette fraintendimenti: ci troviamo davanti a una delle chiese più belle al mondo, oggi in parte riportata all’originale splendore. Non possiamo mancare.

 

Basilica di San Lorenzo Maggiore, Corso di Porta Ticinese 35, Milano
Dal 18 novembre 2015
Cappella di Sant’Aquilino in San Lorenzo Maggiore
Orari: lunedì / martedì / mercoledì / giovedì / venerdì / sabato 9:30 – 18:30; domenica 9:00 – 19:00


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