Musica

Milano sintonizzata su Verdi

Alberto Corrado
7 dicembre 2013

Teatro La Scala  1

L’apertura della nuova stagione La Traviata – come ogni prima della notte di Sant’Ambrogio – sarà l’evento culturale più importante dell’anno in Italia e non solo: il segnale Rai sarà ripreso in diretta (Rai5, dalle 17,30) e in differita da moltissimi Paesi all’estero, in Giappone la vedranno il 25 dicembre mentre in Australia la potranno vedere nei primi mesi del 2014. Ma l’opera sarà visibile anche in 150 sale cinematografiche, idem in 200 altre sale sparse per l’Europa. Una settantina di detenuti di San Vittore assisteranno alla rappresentazione grazie a un maxi-schermo allestito dal Comune.

olycom - rio -

Sarà l’ultimo 7 dicembre di Lissner, che andrà a dirigere l’Opéra di Parigi. Da ottobre al suo posto ci sarà Alexander Pereira, austriaco, 65 anni, scelto all’unanimità: dal 2012 è a capo del Festival di Salisburgo e in precedenza ha diretto l’Opernhaus di Zurigo, portandola al successo di pubblico e a buoni voti della “critica”. Il primo atto della nuova gestione sarà la presentazione del direttore musicale, Riccardo Chailly, che sostituirà Daniel Barenboim, in partenza nel gennaio 2015.

Diana Damrau Foto 3

Sarà la prima volta in cui Diana Damrau canterà nel ruolo di Violetta alla  Scala, questa volta diretta da Daniele Gatti, in un allestimento con la regia del “visionario” regista moscovita Dmitri Tcherniakov. Una visione intimista, ambientata in una stanza con tanto di soffitto, e costumi “di oggi perché – ha spiegato Lissner in un’intervista all’Espresso – la storia che racconta è attuale”. E cioè la storia (ripresa dalla Signora delle Camelie di Dumas figlio) di “una prostituta” disse lo stesso Giuseppe Verdi, protetta di un barone, e di un giovane, Alfredo Germont. Germont padre ostacola la loro relazione, nata a una festa (“Libiamo ne’ lieti calici” e via discorrendo). Germont senior chiede alla cortigiana di interrompere la storia con il povero Alfredo e gli lascia un biglietto (e dai di “Amami Alfredo”). Quest’ultimo non capisce, impazzisce di gelosia, la umilia lanciandole ai piedi una borsa piena di denaro perché la protetta è tornata a fare la protetta del barone. In realtà troppo tardi scopre che Violetta è gravemente malata e morirà di tisi. Intreccio che per la critica alla società borghese nel 1853 (anno della prima rappresentazione) fece scandalo. Quasi come ai giorni nostri molte “Violette” hanno popolato ambienti istituzionali, rallegrando la dura vita di una larga fetta del nostro “Bel Paese”.

Alberto Corrado


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