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Miracoli e miracolati, in attesa di Juve-Napoli

Riccardo Signori
4 febbraio 2016
Higuain_Napoli

Gonzalo Higuaìn

È un bel calcio quando gli attaccanti ci riempiono di gol, ovvero ricordano quale sia il loro mestiere. Ad ognuno il suo, per tutti le grandi cerimonie aspettando Juve- Napoli. Andrà in onda sabato 13 febbraio allo Stadium torinese. Ma anche il turno infrasettimanale della serie A ha portato verso la sfida che vale la storia di questo campionato. O almeno l’attesa. Intanto Higuain fa i soliti miracoli, 23 reti all’attivo, l’ultima con un pizzico di fortuna: tiro sbagliato e rimpallo vincente. Il Napoli sfida anche Maradona: sono 7 le vittorie consecutive, come solo accade nell’anno di Ottavio Bianchi in panchina e Diego sul campo. Chi avrebbe pensato che si potesse ripercorrere quel periodo d’oro della storia napoletana? Miracoli del pallone. Serve un successo contro il Carpi e la prima sfida con l’uomo che portò lo scudetto al Napoli è vinta.

 La Juve ha già vinto il suo confronto con il passato: 13 vittorie di fila e ciao, ciao, al record (12 successi) di Antonio Conte che farà bagnare i fazzoletti di vedove inconsolabili. Max Allegri deve far miracoli per raccogliere il consenso di tutti, i tifosi “contiani” di ferro faticheranno ad ammettere lo smacco. Anche senza l’odierno ct in panchina, la Juve vince e va: magari con un po’ di fatica, grazie ad un autogol prodotto da un bel guizzo di Cuadrado, uno dei miracolati di questo torneo. Ora la Signora può temere solo gli infortuni: cominciano ad essere tanti ed importanti, se Mandzukic e Khedira non guariranno velocemente.

Antonio Conte

Antonio Conte

 Giornata tra miracoli calcistici e miracolati. Questi ultimi, guarda caso, tutti attaccanti. Che dire sennò di El Shaarawy: sempre a secco in Francia e due reti in due partite appena messo piede a Roma. La Fiorentina si è rinforzata (pareva una battuta) a gennaio con  Mauro Zarate. Tanti hanno storto il naso ricordando il passato italiano e quello, invece, neppur sceso in campo ha messo un piede dorato per il gol pesante della vittoria viola. Dicono i ricordi che non segnava in Italia da quattro anni, ma erano ben peggiori i ricordi lasciati.

 Bacca e Niang, invece, stanno miracolando il Milan che pare quasi una squadra da competizione rispetto alla compagnia di sventura di qualche tempo fa. Il segno di Pazzini per la prima (sì, proprio la prima dopo 23 giornate) vittoria del Verona e quello di Belotti per salvare il Torino dall’affogamento. Icardi è riuscito a miracolare se stesso, e l’Inter, dopo la sventura del derby: Maurito ha spiegato a tutti di essere il miglior goleador in mano ai nerazzurri e che la buona sorte può passare solo dai suoi piedi. Nove reti in campionato, nonostante presenze non proprio costanti. A 23 anni ha già realizzato 50 reti in serie A, media da cannoniere puro. Ma per l’Inter servono altri miracoli.


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