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Cinema

Miss Sloane: donne al potere

Michela D'Agata
31 agosto 2017

Diretto da John Madden (Shakespeare in Love, Marigold Hotel) il thriller-politico Miss Sloane: giochi di potere  è uno dei film più attesi della stagione: l’uscita nelle sale italiane, rimandata più volte,  è definitivamente prevista per il 31 di agosto.

Elizabeth Sloane, interpretata dalla magnetica Jessica Chastain, è la più temuta e ricercata lobbista di Washington D.C.. È una donna cinica, ambiziosa e determinata al limite della sgradevolezza, che alle spalle vanta una  sconfinata carriera di successi. Decisa ad abbandonare l’ala conservatrice per cui lavora a causa di discordanze di opinioni – o forse perché semplicemente vuole dimostrare di saper vincere qualsiasi battaglia –, sceglie  di schierarsi per il fronte opposto, sostenendo una proposta di legge sul controllo delle armi. La donna si troverà a dover combattere contro agguerritissime lobby mettendo così a repentaglio la sua carriera in ascesa.

L’elegante Jessica Chastain, fulcro dell’intera pellicola, si rivela un’interprete perfetta per la parte: una leonessa coraggiosa e forte capace di andare anche contro sè stessa pur di raggiungere l’obiettivo, una donna robotica in lotta con la sua umanità che ha deciso di recidere ogni tipo di legame affettivo poiché l’unica cosa che conta è la vittoria.

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Dialoghi brillanti e montaggio perfettamente calibrato a seconda dell’intensità di ogni scena  sono ulteriori note positive da aggiungere a questo thriller politico che sarà inoltre in grado di regalarvi qualche colpo di scena inaspettato.

La pellicola non si pone l’obiettivo di esprimere un giudizio sullo sporco ambiente politico americano, ma vuole mostrare – senza alcun intento documentaristico – quali siano le dinamiche tra i diversi gruppi lobbisti e quali strategie e tattiche mettano atto per comprare voti.

Purtroppo, nonostante la nomination ai Golden Globes per la protagonista, la pellicola non ha brillato al box Office americano, mantenendo una linea coerente con l’esito delle elezioni presidenziali e con le  connesse politiche sul controllo delle armi del candidato vincente: l’incasso totale si stima infatti di 6,6 milioni di dollari contro i 13 milioni di budget.


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