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Missione Bensimon

staff
24 aprile 2011


Accade. Così, semplicemente. Un secondo prima non esiste nemmeno nelle fantasie più remote, ma improvvisamente, tutto ad un tratto, diventa il centro dell’universo. Segni silenziosi, captati chissà quando e chissà dove, convergono tutti in un unico punto, conficcandosi esattamente nel centro di quella porzione del cervello dedicata al desiderio. In quell’esatto istante si innesca un impulso malefico che non restituirà pace fino a che non verrà soddisfatto.
Io sono solita ad esperienze di questo tipo, mi accade sempre: oggetti comuni che mai avevo considerato, all’improvviso si tramutano in entità di importanza vitale.
La scorsa estate -quale fu la causa non è dato sapere- la mia attenzione è stata rapita da un desiderio spasmodico di Bensimon. Domanda lecita: ecché caspita sono? Le Bensimon sono le sneakers francesi per eccellenza. Ispirate alle scarpe in tela dell’esercito, sono diventate l’indispensabile accessorio per l’estate: dalle spiagge della Costa Azzurra a quelle di Biarritz o della Bretagna, non possono mancare ai piedi delle eleganti cugine d’oltralpe, tra le quali anche VIP del calibro di Brigitte Bardot e Sophie Marceau. Queste scarpe possiedono un’allure squisitamente francese: riescono ad essere semplici, funzionali, pragmaticamente economiche e al tempo stesso possiedono quel famoso “je-ne-sais-quoi” che le rende iconiche. Cercando con un po’ di pazienza, la loro punta di gomma farà sicuramente capolino da un cassetto della vostra memoria: vi sovverrà l’odore di estati al mare, negozi di souvenir e costumi, dove da qualche cesta, insieme ai classici sandaletti di gomma, spunteranno anche queste scarpette.
Memore dell’immagine di tali scarpe, viste e riviste miriadi di volte nelle mie estati trascorse tra la Costa Azzurra e l’Estremo Ponente, ho sottovalutato la missione reputandola impresa facile. Sbagliato! Constatando dolorosamente che sia a Ventimiglia, sia a Mentone, gli ignari e blasfemi negozianti mi guardavano con sguardo bovino, non capendo di cosa io stessi parlando, mi son dovuta spingere fino a Nizza: le possedeva ancora solo un minuscolo negozietto del centro storico, strette da un elastico, in una cesta di vimini, sommerse da una marea di costumi, parei e cartoline; felice le ho comprate per tutta la famiglia.
In questa folle caccia alla scarpa ho coinvolto, in diverse giornate, qualche mia amica e il mio fratellino, assai scettico sulla validità del prodotto, a dire il vero. Una menzione speciale va alla mia amica S. con la quale ho raggiunto Mentone in balia della tempesta perfetta, rischiando di morire in autostrada per la tanta pioggia, o fulminate mentre correvamo a piedi nudi -completamente grondanti- per la rue Piétonne della cittadina, sotto gli occhi starlunati di turisti che, al riparo, si ingozzavano di mules et frites.
Questa stagione, almeno in Francia, le Bensimon sono ovunque, di ogni tinta e colore, sottolineando -se mai ce ne fosse ancora bisogno- la mia straordinaria preveggenza riguardo alle tendenze: ieri ho informato il mio fratellino di questa cosa e l’ho visto rivolgermi uno sguardo pieno di soggezione e reverenza!
Già… di ogni tinta tranne una. Quella giallino pallido che voglio disperatamente e che sembra non esistere. Missione Bensimon pulcino può dunque avere inizio? Mais oui, bien sûr!

 

Torquemood