Advertisement

Mondiali tra povertà e degrado

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
2 giugno 2014

immagine copertina

Come è noto, il Brasile è un Paese in via di sviluppo. Qui milioni di persone vivono nelle favelas, “case” improvvisate, spesso in lamiera, senza acqua potabile e corrente elettrica, dove i bambini crescono senza istruzione ed educazione e dove droga e prostituzione minorile sono all’ordine del giorno.

Rio de Janeiro si sta preparando ad accogliere i mondiali 2014 e le Olimpiadi 2016 e, per farlo, il governo ha deciso di fare una sorta di “pulizia” di tutto ciò che ostenta povertà, radendo al suolo intere favelas (senza alcun preavviso), sostituendole con parcheggi o attrazioni turistiche, obbligando così migliaia di famiglie a trasferirsi altrove.

foto 1

Nonostante i maldestri tentativi di nascondere al mondo intero i problemi economici e sociali (come si farebbe spazzando la polvere sotto il tappeto), gli occhi del mondo intero sono puntati sul Brasile facendo sentire il suo governo costantemente osservato e sotto pressioni mediatiche.

Sono più di 24.000 i bambini che in Brasile, nelle principali città, vivono e dormono per strada, sfruttati, picchiati e costretti a prostituirsi. Ridotti a schiavi, privi di istruzione vengono poi abbandonati a loro stessi o a morire in mezzo alla strada nel più totale anonimato.

Quella che doveva essere un’enorme opportunità di riscatto per il Brasile, si sta trasformando in una tragedia. Sono più di 250 mila le persone che Il Brasile vuole cacciare per far spazio ai mondiali di calcio.

foto 2

In Brasile non c’erano fondi per costruire scuole e ospedali per i più bisognosi, ma per far divertire i tifosi di calcio per qualche settimana i soldi si sono trovati subito. Il preventivo del costo totale dei mondiali ammontava a 13 miliardi di dollari, ma ora si rischia di sforare, arrivando addirittura a 15 miliardi. Di fronte al dissesto sociale ed economico al quale la popolazione brasiliana è sottoposta quotidianamente, il governo, tempo fa, aveva affermato che mancavano i fondi per migliorarne la situazione. E ora che per fornire ai turisti il miglior divertimento possibile i soldi si sono trovati, la popolazione è giustamente sul piede di guerra.

foto 3

I così detti “squadroni della morte” sono tornati per fare pulizia sociale tra le strade. Il turista non dovrà vedere accattoni, bambini orfani o magari drogati aggirarsi nei centri turistici della città. Per una parte della popolazione brasiliana i veri mondiali si giocheranno per strada, tra proteste pacifiche e “non” contro le scelte del governo e la militarizzazione del paese.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo