Interviste

Intervista a Morando Morandini

Virginia Francesca Grassi
26 luglio 2011

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Si è spento ieri notte, a Milano, Morando Morandini, critico cinematografico e autore del celebre Dizionario dei film e delle serie tv, edito da Zanichelli. Con lui scompare un’istituzione.
In questa triste occasione abbiamo deciso di riproporre l’intervista rilasciata nel 2011 su queste pagine.

Parlando di critica cinematografica in Italia risulta quasi impossibile non pensare ad uno dei miti per eccellenza in questo campo: sto parlando di Morando Morandini. Classe 1924, ha dedicato la passione di una vita intera alla settima arte: dalla critica militante per “La notte”, “Stasera” e “Il Giorno”, alla creazione della rivista specializzata “Schermi”, dalla direzione del festival Anteprima di Bellaria, all’interesse per giovani talenti come Bernardo Bertolucci (per il quale fu anche attore in “Prima della rivoluzione”), fino alla creazione nel 1998 di quel suo Dizionario dei film edito da Zanichelli, impresa che in condivideva con l’inseparabile moglie Laura in memoria della quale nel 2004 ha fondato il Laura Film Festival.
Abbiamo parlato con lui di cinema e nuove icone, è stato un vero onore. Ecco cosa ci ha raccontato.

Lei ha cominciato da giovanissimo: a 21 anni è divenuto giornalista e a 30 ha cominciato a scrivere su “La notte”. Cosa consiglia ad un giovane di oggi che volesse seguire le sue orme come critico?
Negli anni 2000 ho tenuto un corso alla Facoltà di Lettere dell’Università Statale di Milano, intitolato “Come e perché fare critica cinematografica”. Il suo scopo segreto – che rivelavo nell’ultima lezione – era di dissuadere i miei ascoltatori di ambo i sessi (due terzi di ragazze, uno di maschietti) a intraprendere il mestiere di critico. Tutti i posti (fuori da Internet) sono occupati e, tolte poche eccezioni, i cinecritici sono longevi.

Secondo lei come è cambiata la figura sociale del critico cinematografico negli ultimi decenni?
Sull’argomento ho scritto un libro “Non sono che un critico” che, dopo una prima edizione del 1998, è uscito con una seconda rinnovata (Il ritorno), edita dal Castoro (2003 – pag. 186). Il 1° capitolo s’intitola “Il critico come eunuco e parassita”. Anche perciò, con rare eccezioni sulle riviste, è stato ignorato dai mass-media.

Come sono cambiate le attrici negli ultimi decenni? Secondo lei qual è l’icona femminile nel 2011, oppure come dovrebbe essere?
Con un nipote omonimo di cui sono zio ho scritto un libro sull’argomento: “I Morandini delle donne – 60 anni di cinema italiano al femminile” (2010 – Iacobelli ed. Roma, pag. 284). Le icone, femminili e maschili, non m’interessano.

Ai giorni nostri ci sono film che possono ancora definirsi “cinema d’autore”?
Ho passato la prima metà del mio percorso di critico per convincere i miei pochi lettori ad andare al cinema, badando ai nomi dei registi/autori e la seconda metà a combattere la nozione del cinema d’autore come la si pratica in Italia.

Cosa ne pensa dei grandi festival del cinema di oggi?
Esistono molte categorie di festival di cinema: utili e inutili, informati e orecchianti, snob e passe-partout; egocentrici arroganti e altruisti aperti, classici e romantici, conservatori e sovversivi; disinteressati e attenti agli interessi dei potenti di turno. In mezzo secolo di lavoro come critico/giornalista ne ho frequentati tanti in mezzo mondo. Molto dipende dai loro direttori, da dividere anch’essi in due categorie: quelli che col tempo migliorano e quelli che si adeguano e peggiorano.

Lei stesso ha fondato a Levanto il “Laura Film Festival” (quest’anno si tiene dal 20 al 31 luglio) : può parlarci dell’edizione 2011?
La novità importante del Festival 2011, giunto alla sua ottava edizione, è un tunnel, una vecchia galleria ferroviaria tra Bonassola e Levanto, dal 2010 diventata pista ciclabile. L’idea è di Amedeo Fago che l’ha realizzata con l’aiuto di Roberto Giannarelli, Pierpaolo Andriani e Francesca Franco: trasformare la galleria in un sito dove si svolgono eventi culturali, teatrali, musicali e di arte figurativa. Le proiezioni e gli incontri non si limitano agli ultimi cinque giorni di luglio, ma si estendono nello spazio a Bonassola e a ritroso nel tempo al periodo che precede il 28 luglio, festa di S. Giacomo, patrono di Levanto.

Un buon consiglio: questo weekend di luglio 2011, cosa andiamo a vedere al cinema?
Tra gli italiani “Corpo celeste”, “Habemus Papam”; tra gli stranieri “The Tree of Life”, “Transformers 3D”, “Il ragazzo con la bicicletta”, “Le donne del 6° piano”; “Michel Petrucciani. Body & Soul”.


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