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Moto Guzzi Open House 2015

Matteo Giovanni Monti
14 settembre 2015

Si è conclusa ieri in tardo pomeriggio a Mandello del Lario la più importante e storica manifestazione per il marchio Moto Guzzi.

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Tre giorni dedicati esclusivamente alla casa motociclistica italiana, porte aperte in Via Parodi sede dello stabilimento e una grandissima e continua affluenza di pubblico: appassionati, neofiti e famiglie hanno invaso la sede.

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Evento riuscito, come ogni anno, in grado di far vivere l’emozione che questo marchio interamente made in Italy regala sin dalla fondazione nel 1921. Ancora oggi tutta la produzione e lo sviluppo è infatti concentrata qui, in riva al Lario.
Ricchissimo il programma di attività: come le visite guidate alle linee di produzione motori e motoveicolo, oltre all’apertura del Museo Moto Guzzi con pietre miliari e icone del passato, dove sono custoditi oltre 150 esemplari storici, dalla GP (Guzzi-Parodi) delle origini alla MGS-01, passando per la prima “Normale” prodotta nel 1921.

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A disposizione anche uno shop interamente dedicato alla collezione moda e accessori firmati Moto Guzzi ed un book-store. Inoltre, una sostanziosa proposta di test-ride della gamma Moto Guzzi, comprendente modelli della serie V7 II, oltre alla flotta delle nuove grandi Moto Guzzi, come la possente California 1400, la sontuosa Eldorado e la aggressiva Audace.

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The Clan
, comunità autentica e ufficiale Moto Guzzi, ha garantito un accesso più facilitato alle visite ai soci iscritti, ed ha offerto anche un controllo gratuito dai tecnici di Mandello per la propria due ruote.

Non solo motori ma anche musica: la manifestazione è stata accompagnata dalla dee-jay Alteria (nota per la conduzione di molti programmi musicali) e dallʼestro creativo della celebre artista Aryk Old Paint, che decora gratuitamente i caschi degli appassionati con temi in perfetto stile vintage.

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Insomma, un grande evento che come ogni anno non delude mai e che raccoglie un gran numero di partecipanti: sabato sono state registrate circa 6mila persone. Non solo italiane; ad affollare il parcheggio hanno contribuito infatti anche targhe da ogni dove: inglesi, tedesche, spagnole, francesi, austriache, svizzere, danesi, ungheresi e persino russe.

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