Arte

Mucha, l’eleganza dell’art nouveau a Palazzo Reale

Elisa Monetti
2 gennaio 2016

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La sinuosa eleganza delle giovani ragazze in fiore di Alfons Mucha è il regalo che per questo Natale ci riserva Palazzo Reale.

Inaugurata il 10 dicembre e visitabile fino al 20 marzo, la mostra Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau già spopola tra milanesi e non, che tra un pranzo e un augurio hanno ceduto alla raffinata seduzione delle opere dell’artista ceco. Non sarà però Milano l’epilogo dell’evento: la mostra infatti replicherà a Genova dal 30 aprile al 18 settembre.

Frutto della collaborazione di numerose realtà lombarde tra Milano e Verona, con il patrocinio della città di Praga, il percorso espositivo è curato da Karel SRP, già mente della monografica sull’artista a Praga nel 2013, e da Stefania Cretella, artefice della sezione dedicata all’Art Nouveau.

Ad un racconto cronologico la mostra preferisce proporre un percorso tematico che tocchi alcuni temi ricorrenti nei manifesti e nelle opere decorative di Mucha e che, al contempo, sia in grado di mostrare, grazie alle numerose opere esposte di altra paternità, la coralità del gusto modernista a cavallo dei ‘800 e ‘900.

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Saranno otto le sezioni che si susseguiranno, ciascuna con uno specifico filone iconografico.

Ad accoglierci ci sarà la sezione dedicata al teatro e a Sarah Bernhardt, beniamina dei palchiscenici del suo tempo ritratta in numerosi poster teatrali.

“La vita quotidiana” titola il secondo capitolo della mostra: grafiche e manifesti di prodotti quotidiani che ci mostreranno quanto l’Art Nouveau sia stata capace di entrare nella vita di tutti i giorni.

Segue una sezione dedicata alla figura femminile, declinata in due modi: donna salvifica o volto del vizio e della perdizione, rimanendo in ogni caso incarnazione della bellezza più pura e seducente.

Il giapponismo, che a fine ‘800 tocca l’apice del suo influsso nella cultura artistica europea, con i suoi segni grafici molto marcati e l’accostamento di colori forti e sgargianti, si racconta nelle opere che compongono l’album Documents Décoratifs di Mucha e in altre opere di emblematica bellezza come la specchiera di Bugatti.

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La quinta sezione ospita opere dedicate al mondo animale, in alcuni oggetti decorativi ornati di pavoni, serpenti, libellule e creature acquatiche.

L’importanza dei materiali preziosi nell’Art Nouveau crea capolavori quali le stampe dedicate a gioielli e pietre preziose di Mucha che hanno ispirato le sapienti grandi gioiellieri di cui si vedranno esposti alcuni manufatti.

Preambolo della chiusura è la sezione dedicata al tempo, rappresentato da calendari e svariate rappresentazioni di stagioni o fasi del giorno e della notte.

Dulcis in fundo, la sezione dedicata ai fiori, elemento decorativo per eccellenza che con i colori sgargianti e le linee sinuose ha rappresentato un pozzo di continua ispirazione per gli artisti dell’Art Nouveau. Decorazioni già così perfette della natura diventano tema ricorrente nelle ceramiche e nei vetri, bellissimi in solitudine, estatici ad ornare giovani fanciulle, fresche e vitali.

Art Nouveau, stile Liberty, Jugendstil, Modern Style: un coro di voci diverse che cantano sulla stessa deliziosa, elegante, sinuosa e seducente melodia. Del resto, Che cos’è un nome? Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo.

 

Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau
10 dicembre 2015 / 20 marzo 2016
Palazzo Reale Piazza del Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14:30 – 19:30 / martedì / mercoledì / venerdì/ domenica 9:30 – 19:30; giovedì / sabato 9:30 – 22:30


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