Design

MUDEC, che sorpresa!

Davide Chiesa
5 maggio 2015

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È stato inaugurato alla fine dello scorso mese di marzo il MUDEC, il nuovo museo progettato dall’archistar David Chipperfield in zona Tortona a Milano, negli spazi che una volta erano occupati dall’Ansaldo, un’area che attualmente viene condivisa con i laboratori e le sale prova del Teatro alla Scala. Oltre 8000 metri quadrati dislocati su tre piani, di cui il primo ospita principalmente servizi quali caffetteria, bookshop, area didattica, biblioteca e uffici, e gli altri due adibiti all’esposizione delle collezioni di America, Asia e Africa, più un attico con ristorante vetrato e in collegamento con il tessuto urbano circostante.

La storia di questo spazio espositivo parte nel 2001, con la vincita del concorso internazionale per “La Città delle Culture” da parte dello Studio David Chipperfield Architects e la gestazione del progetto e del cantiere si è protratta per più di 14 anni a causa dei rivolgimenti politici delle amministrazioni comunali e della particolarità di realizzare un cantiere interno ad un complesso architettonico esistente con la conseguente difficoltà della movimentazione dei materiali. Superate le problematicità organizzative e amministrative, il MUDEC nasce e si presenta come un’architettura leggera, lontana dalla monumentalità di tanti suoi simili, improntata ad un vero e proprio dialogo con le opere esposte e realizzata con una grande fluidità dei percorsi. L’idea che sta alla base del progetto architettonico è quella di riunire nello stesso complesso un sistema di parallelepipedi grezzi, simili alle strutture industriali preesistenti, e un corpo centrale etereo realizzato in vetro opaco estremamente luminoso, un bellissimo elemento decorativo con forme fluide e accoglienti utilizzato per la distribuzione generale all’interno del museo.

Fittissimo e molto ricco il programma delle esposizioni: dal 26 marzo al 19 luglio 2015 il Museo delle Culture inaugura i suoi spazi con l’esposizione “Mondi a Milano”: la mostra è dedicata al tema del dialogo tra la città che ospita il Museo e i diversi mondi lontani a cui appartengono i suoi abitanti dell’ultima generazione. Sempre dal 26 marzo fino al 30 agosto è possibile visitare anche “Africa”, a cura di Ezio Bassani, Lorenz Homberger, Gigi Pezzoli e Claudia Zevi: esposizione dedicata all’arte africana a partire dal Medioevo fino ad ai nostri giorni. Il Mudec presenta alcune scelte davvero di grande novità: innanzitutto è possibile visitare la completezza della collezione, con l’insolita apertura dei depositi agli studiosi, etnografi, e studenti; inoltre è presente un Forum delle culture nel museo con un vero e proprio spazio espositivo dedicato e un rappresentante all’interno del comitato scientifico; per finire, la gestione è un interessante colloquio tra pubblico e privato, un caso unico in Italia che vede accoppiati un soggetto come il Comune di Milano che si occupa del lato no profit con direzione scientifica, coordinamento, conservazione e valorizzazione del patrimonio e un soggetto dichiaratamente profit come 24 Ore Cultura che si occupa sia delle mostre temporanee che dei servizi di intrattenimento e di accoglienza.

Come ciliegina sulla torta è stata istituita la Mudec Academy, che sarà un’accademia di alta formazione post laurea e che inizierà i suoi lavori nel mese di maggio con la partenza dei primi master.

Davide Chiesa
www.davidechiesa.com