Arte

Munch pittore del Novecento alla Tate Modern

staff
28 luglio 2012

Se le Olimpiadi londinesi stanno calamitando l’attenzione dei mass media e dei fortunati turisti in visita presso la capitale britannica, la stagione estiva anglosassione riserva grandiose sorprese anche sotto il profilo artistico. Coniugare il fascino della competizione sportiva con eventi di spessore culturale è compito imprescindibile per ogni viaggiatore curioso e completo. A tale proposito emerge indiscutibilmente un’esposizione contrassegnata da una rilevanza internazionale notevole: la retrospettiva dedicata presso la Tate Modern Gallery al norvegese Edvard Munch (1863-1944). Pittore celeberrimo, noto soprattutto per l’indimenticabile “L’Urlo”, venduto all’asta a New York nel mese di Maggio al prezzo record 120 milioni di dollari, Munch è solitamente reputato un artista ottocentesco, integralmente teso, attraverso la propria pittura simbolista, influenzata dall’impressionismo e dal neo-impressionismo, a rappresentare un tragico dramma esistenziale.

 

 

Il “pittore dell’angoscia” è tuttavia un artista molto più complesso e l’esposizione londinese, intitolata appunto “L’occhio moderno”, intende fornire una visione il più possibile globale di un intellettuale che ha vissuto appieno gli sviluppi della prima metà del “Secolo Breve” ed è morto nello stesso anno di Kandinsky. L’esposizione, senza voler falsare l’affermata identità artistica del pittore, rivela un Munch profondamente moderno. É in primo luogo l’interesse per le nuove tecnologie, la fotografia, il cinema ed il teatro sperimentale di Ibsen a delineare una figura pienamente calata nella modernità tecnica e massmediatica, non più soltanto industriale, del Novecento. La presentazione dei lavori realizzati da Munch nel Ventesimo secolo comprendente sessanta dipinti, molti dei quali provenienti dal Munch Museum di Oslo, permette di comprendere visivamente l’influenza esercitata sul pittore dai nuovi mezzi espressivi.
La mostra, aperta al pubblico sino al 14 Ottobre, è pertanto un’occasione imperdibile per acquisire consapevolezza estetica della veridicità della seguente analisi: “Nessun artista del secolo scorso ha vissuto fino in fondo con eguale consapevolezza la crisi della coscienza e della cultura occidentale: tale consapevolezza è poi la condanna che ha dannato l’arte del nostro secolo.” (G. Bruno-Edvard Munch).

 

Luca Siniscalco


Potrebbe interessarti anche