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Musica, colori e natura in Repubblica Dominicana

Carla Diamanti
25 novembre 2013

131124 Cartolina

Dimenticatevi per un attimo le spiagge caraibiche. Prendete una macchina e puntate verso il cuore della Repubblica Dominicana, seguendo l’autostrada Duarte. Porta dritto al Cibao, l’anima dell’isola, l’enclave in cui la cultura batte a un ritmo forsennato. Musica, colori, natura, fra piantagioni di cacao e caffè, bananeti e risaie. Tutto è intenso e così lontano dalle distese di sabbia bianca.
Proseguite attraversando mercati e villaggi, poi all’ora di pranzo fermatevi nei pressi della Plaza della Cultura di Bonao e ordinate una bandera, il piatto nazionale con pollo fritto, riso bianco e fagioli rossi. Non partite senza aver visitato uno dei luoghi più interessanti della Repubblica Dominicana, il museo Cándido Bidó, inno al colore e alle arti, dedicato al grandissimo “maestro dell’azzurro”. Poi proseguite oltre Tenares e i suoi murales fino a Conuco e al Museo Hermanas Mirabal, la meta del vostro viaggio. Era la casa in cui vissero tre sorelle, Patria, Minerva e Maria Teresa.
Silenzio ovunque, nel giardino e nelle stanze, dove il passato (non troppo remoto) sembra essere diventato un’istantanea ferma nel tempo. Racconta che quegli abiti  appesi negli armadi venivano indossati durante incontri e presentazioni, che quei libri aperti accanto al divano venivano letti e discussi, che quadri, soprammobili, oggetti e stoviglie accompagnavano la vita quotidiana di una famiglia di intellettuali liberali che non accettava di sottomettere la libertà di pensiero alla dittatura.
I documenti sembrano urlare la forza delle tre sorelle che oggi tutti conoscono come “mariposas”, farfalle, entrate nel mito perché duramente perseguitate, osteggiate e infine uccise in un’imboscata ordita per conto del dittatore Trujillo.
Sotto il portico sembra essersi fermata anche l’onnipresente sedia a dondolo che saluta gli ospiti da ogni casa dominicana. Mentre le spoglie delle hermanas Mirabal riposano nel giardino della casa, e i loro volti sono impressi sulle banconote, la loro lotta per i diritti e per la democrazia è stata trasformata dalle Nazioni Unite in bandiera contro la violazione dei diritti di ogni donna.
Era il 25 novembre 1960.

Carla Diamanti
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