Advertisement
Sport

Nani azzurri nel calcio, giganti nel basket

Riccardo Signori
4 settembre 2017

Gigi Datome

Tre sconfitte per le nostre nazionali. Ma c’è sconfitta e sconfitta. Week end amaro per la Ferrari che, a Monza, è stata rimbalzata dallo strapotere Mercedes e Sergio Marchionne ha usato pochi giri di parole: “È stato imbarazzante”. Poi ci sono stati i giochi di squadra.

L’Italia calcistica del ct Ventura è cascata nella peggior disavventura: spettacolo al limite dell’indecente contro la Spagna, sventole in faccia, tre gol da allarme rosso (Buffon e Bonucci con tanti sensi di colpa) ed ora c’è da sperare in un avvicinamento morbido (leggi tre vittorie) al play off di qualificazione ai mondiali. In pratica l’ultima chance per andare in Russia, il prossimo anno, e continuare a far parte della storia dei mondiali di calcio da protagonisti e non da spettatori. Peggio di una situazione imbarazzante.

Infine la nazionale di basket, che si sta giocando la qualificazione agli ottavi del campionato europeo ed ha fatto a spallate fino all’ultimo respiro con la Lituania, una squadra da medaglia. Bastano le parole di Ettore Messina, il ct con tanto di pedigrèe, per capire: “Sono orgoglioso dei miei ragazzi”. E ne ha avuto ragione.

Ecco, partiamo dall’essere orgoglioso di Messina e dallo sprofondo degli altri, ct Ventura compreso. Stavolta parliamo davvero di nani (calcistici) e giganti del basket, che sarebbe ovvio per il tipo di sport. Ma pure i giganti, talvolta, diventano nani. I nostri azzurri della pallacanestro sono rimasti giganti, nonostante un avversario di livello superiore e diversi problemi, compreso l’infortunio di uno dei giocatori di punta (Melli). Trascinati da Marco Belinelli, mister tripla, magari un po’ meno infernale rispetto alle prime due partite del torneo, e da Gigi Datome, capitano lucido e rimesso a lucido  dal suo miglior basket, i ragazzi dell’Italia hanno giocato con cuore e animo, voglia di spendersi e di fare squadra nei momenti difficili, hanno puntato sulla difesa come arma per…spuntare i gigantoni lituani. Hanno perso ( 78-73) dopo una partita nella quale sono sempre risaliti sulla linea di galleggiamento. Buffo che la fascia di capitano vada ai Gigi d’Italia: da Buffon a Datome, ma stavolta il gigante del basket ha stravinto il confronto.

Questa è una squadra italiana che fa onore alla maglia! Lo ha dimostrato nelle prime tre partite, vedremo se ce la farà fino in  fondo. Certo che il suo ct ha messo mano e firma su questa squadra, non a caso Messina è uno dei migliori tecnici al mondo e uno dei migliori tecnici, in assoluto, che le nazionali italiane (di ogni sport) hanno avuto: non dimentichiamo le sue conquiste, in altra epoca, sempre con gli azzurri.

Marco Verratti

I giganti del basket hanno risollevato l’animo rispetto all’indecenza dei nani del calcio: e per nani non intendiamo solo i piccoletti Insigne e Verratti. Non è l’altezza il loro problema. Stavolta, più che mai, hanno dato dimostrazione di una mezza qualità calcistica, posseggono tecnica ma sono scarsi nella personalità, nella capacità di incidere sulle squadra se qualcosa va storto. Insigne sembra un robot addestrato dal suo tecnico di club, ma che non riesce fare da solo quando serve. La cura di Maurizio Sarri gli avrà giovato per il gioco collettivo, non certo per la crescita di calciatore autonomo. Fuor del Napoli, Insigne è un nanetto calcistico.

E così Verratti, che pur è cresciuto alla corte del Paris Saint Germain: in nazionale ci prende quasi mai, non può essere un caso. Si dirà: tutta l’Italia ha fatto pena contro la Spagna. Gli altri sono superiori tecnicamente, sono stati nettamente più forti sul piano fisico. Vero, ma allora guardiamo alla realtà: chi ha allenato i nostri giocatori? Forse ci vorrebbe meno sacchismo, inteso come maestro di tattica sul gruppo, e più capacità di allenare sulla tecnica, di far lievitare le qualità naturali. Il ct Ventura ha commesso errori credendo di giocarsela contro la Spagna a modo suo. Ma l’indecenza spetta a chi interpreta sul campo: devastanti gli errori dei senatori della difesa, inguardabile il centrocampo, quasi inutili i due attaccanti, ma almeno Belotti ci ha provato. Italia di nani più che mai, ora basterà un minimo di qualità e decenza in più per non  perdere la strada che porta al mondiale del prossimo anno.

Però nessuno più toglierà dagli occhi queste due Italie: quella furore, determinazione e lotta senza paura dei giganti del basket e quella moralmente molliccia, senza nerbo atletico e in balia degli avversari rappresentata dai nani del calcio.


Potrebbe interessarti anche