Design

Nasce il bosco verticale

Davide Chiesa
28 ottobre 2014

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Dopo aver conosciuto tante difficoltà dalla sua nascita, il Bosco Verticale di Milano è finalmente concluso. Resta senz’altro uno dei progetti più ambiziosi del Quartiere Porta Nuova che sta ridisegnando Milano laddove un tempo c’era il luna park delle Varesine; portato a termine di fronte al grattacielo Unicredit e progettato dall’Architetto Stefano Boeri, è in ordine di tempo l’ultima realizzazione del nuovo quartiere ipermoderno a ridosso della parte storica del quartiere Isola.
Ora la città può iniziare a dividersi tra quanti lo considerano semplicemente brutto o non capiscono che senso abbia portare alberi da tre a nove metri sui balconi di un grattacielo, e tanti che invece ne apprezzano le caratteristiche stilistiche ma soprattutto il grande lavoro tecnologico sotteso al progetto.

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Intanto qualche soddisfazione inizia a giungere: il Museo di Architettura di Francoforte l’ha classificato tra i cinque grattacieli più belli del mondo, il 50% dei 113 appartamenti è stato già venduto, ed è in fase di attuazione un documentario monografico della Bbc sulla realizzazione del progetto che donerà un’ampia visibilità a tutta l’operazione architettonica.
Non solo, il Bosco Verticale è tra i cinque finalisti del Highrise Award 2014, che il 19 novembre a Francoforte premierà il più innovativo grattacielo dell’anno nel mondo, le due torri di 112 e 80 metri hanno ottenuto il Leed Gold, il più alto grado di certificazione energetica e persino il severo paesaggista francese Gilles Clément ha espresso un giudizio positivo dopo una visita all’interno del progetto.

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Tutta l’area intorno alla torre Unicredit, dove manca soltanto il parco disegnato dalla olandese Petra Blaisse, e che sarà pronto alla fine dell’anno prossimo, è ormai diventata un set per campagne pubblicitarie, videoclip e cinema, è un quartiere ambizioso che fa parlare tantissimo e che porta Milano in una dimensione internazionale.
Naturalmente lo storico quartiere Isola è stato la prima vittima di questa importante riqualificazione urbanistica in termini di invasione visiva e organizzativa, ma l’impressione generale è quella che la convivenza tra grandi progetti e tessuto urbano storico sia sempre più possibile e auspicabile.

Davide Chiesa
www.davidechiesa.com