Cinema

Negli abissi del Mar Nero

Giorgio Raulli
10 aprile 2015

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Il capitano di sommergibili Robinson (Jude Law), divorziato con un figlio adolescente con cui ha un pessimo rapporto e licenziato da poco, organizza un’avventura straordinaria per rivalersi sulla sua vita sfortunata: decide di recuperare un immenso carico d’oro contenuto in un sommergibile nazista affondato nel Mar Nero dal 1941. Per farlo, recluterà un equipaggio fortuito e poco addestrato, intraprendendo un viaggio che rivelerà enormi pericoli imprevisti.

Con Black Sea il regista scozzese Kevin Macdonald ha avuto l’accortezza di cucinare degli ingredienti tradizionali ma sempre freschi, creando una ricetta più che valida. Il film è un thriller psicologico che riprende inequivocabilmente ambientazioni e intenzioni dei romanzi d’avventura alla Jules Verne, non soltanto per la location sottomarina. Certamente la pellicola non raggiunge la classicità dei certi testi letterari o del cinema di genere del passato: l’intelligenza di Black Sea sta anche nel non pretendere troppo, limitandosi ad intrattenere più pubblico possibile con una trama “claustrofobica” e avvincente.

La costruzione dei personaggi che compongono l’equipaggio, pseudo-marinai male assortiti e perennemente in conflitto tra di loro, è senza dubbio fondamentale: la tensione tra i protagonisti infatti cresce continuamente man mano che gli abissi li inghiottono, offrendo dinamiche interessanti nonostante alcuni cliché prevedibili (come il padre duro e ruvido, l’ansioso, il claustrofobico…). È il carico d’oro in fondo al mare che innesca tutte le dinamiche, mettendo in luce le più oscure debolezze umane nate dall’avidità; tutta la trama infatti scaturisce da una scintilla – quella di un misterioso tesoro nascosto – ai limiti del banale per cercare invece di narrare una storia avvincente e che possa mantenere viva l’attenzione e soprattutto la tensione.

Perno di Black Sea è il protagonista Jude Law, che conferma ancora una volta il suo talento e la sua passione straordinaria per il mestiere dell’attore: un interprete in costante evoluzione e mai fuori dalla parte, sempre credibile e sincero nel raccontarsi al suo pubblico. In definitiva la pellicola di Macdonald non spicca per originalità, quanto piuttosto per l’intelligenza di aver miscelato gli elementi giusti per incuriosire gli spettatori dall’inizio alla fine. Già presentato a dicembre scorso durante il Courmayeur Noir in Festival 2014, rivelandosi vincitore del Leone Nero come miglior film, in Italia sarà disponibile nelle sale per il grande pubblico dal 16 aprile 2015.


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