Arte

Nella Terra di Mezzo: la Cina in Italia

Luca Siniscalco
2 agosto 2014

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意大利制造, ovvero “Made in Italy” scritto con gli ideogrammi cinesi. L’espressione che così spesso ricorre nel nostro immaginario collegata alla Cina, in quanto patria di un nuovo turbocapitalismo inserito in una economia di mercato controllata dallo Stato, muta questa volta prospettiva. Lo fa per suggerire un dialogo fra due mondi – l’Italia e la Cina – tanto lontani ma spesso in relazione, fra dialogo costruttivo e conflittualità esacerbata. Soprattutto nel contesto complesso e stratificato dei cinesi emigrati in Italia. Lo fa diventando il titolo di una mostra, allestita presso Palazzo Simeone, via Vittorio Emanuele 16, a Grottaglie, in provincia di Taranto, dal 2 al 13 agosto. Lo fa cercando di esprimere sotto un profilo iconico una narrazione fatta di vite, esperienze e culture.

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L’esposizione riunisce riproduzioni in ceramica e scatti fotografici di due artisti, Dario Miale e Giorgio di Palma, che hanno conosciuto a fondo la realtà cinese in Italia. Nel 2014 i due autori del progetto hanno invero fatto visita a numerose Chinatowns disseminate sul suolo nazionale per documentarsi su una realtà tanto nota superficialmente quanto raramente sondata a fondo. Così, dopo aver visitato la Cina che vive e lavora a Prato, Pisa, Milano, Roma e Osmannoro (Fi), Miale e di Palma hanno indagato artisticamente le informazioni acquisite, aprendo a sé e agli spettatori un mondo costruito fra alterità e radici obliate. Giorgio di Palma, ceramista, ha riprodotto i disparati oggetti connessi al marchio “Made in China” rinvenuti nel proprio viaggio. Dario Miale ha invece studiato con il proprio obiettivo i soggetti operanti nei gangli urbani più nascosti dell’urbanesimo capitalista del Belpaese, presentando un variopinto affresco delle comunità cinesi. Numerosi oggetti e altrettanti soggetti, dunque, per discutere un mondo controverso e affascinante.

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