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New York Times: vale la pena mangiare InGalera

Flavia Rita Grotta Roldan
14 marzo 2016

InGalera

InGalera, il ristorante inaugurato lo scorso ottobre all’interno del penitenziario di Bollate, ha conquistato anche lo statunitense Jim Yardley che sul New York Times ha dedicato un lungo articolo a questo nuovo particolare progetto.
È difficile immaginare una storia di successo culinario più inconsueta o un esperimento più intrigante di riabilitazione dei detenuti”, ha scritto il giornalista americano.
Dopo un tour completo guidato da Silvia Polleri, direttrice e ideatrice di InGalera, è rimasto piacevolmente colpito dall’alta professionalità e dalla voglia di riscatto dei carcerati che servono i tavoli “con cravatta, camicia bianca e giacca nera”, come in un comune ristorante, nonostante le pareti decorate con poster di film famosi a tema carcerario.
La curiosità per un mondo proibito e temuto trasforma una serata da InGalera in un’emozionante avventura, con un buon pasto come bonus”, scrive sempre Yardley.
Il riscontro del giornalista americano è sicuramente molto positivo anche se,ovviamente, non sono mancate le critiche ai problemi del sistema carcerario italiano.
Ma d’altronde, citando Oscar Wilde, “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”.


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