Sport

Neymar, Dovizioso, Scozzoli: tre nomi per un grande 2018

Riccardo Signori
1 gennaio 2018

Piccola guida per chi cerca sport da godere e, qualche volta, da tifare. Tre nomi su cui puntare e qualche altro su cui credere. Puntare su Neymar per rivedere il Brasile nell’olimpo del mondiale di calcio. Credere in Andrea Dovizioso per il titolo mondiale MotogpFabio Scozzoli al quale concedere la fiducia di un grande ritorno nel nuoto. E, magari, dare un’occhiata Filippo Tortu per sorridere con l’atletica agli europei.  L’anno 2018 ci porterà a spasso con Federica Pellegrini e il mai domo Valentino RossiVincenzo Nibali e il mondo della pallavolo che a Roma giocherà la gara inaugurale, con ragazzi e ragazze sulle piste olimpiche di  Pyeong Chang o su quelle di Berlino dove l’atletica celebrerà gli europei.

 Lo spettatore italiano non sarà proprio soddisfatto di veder i mondiali di calcio senza l’Italia, ma suvvia l’amante del calcio inteso, come gioco, non spegnerà il video in quel mese che porterà, per la prima volta, i campionati del mondo in Russia: partirà il 14 giugno con Russia-Arabia Saudita (finale il 15 luglio a Mosca), e ci proporrà il bello del pallone fra i piedi di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, del Brasile che mantiene intatto un mito e si aggrappa al talento di Neymar, o della Germania che non vacilla mai e difende il titolo conquistato nel 2014 in Brasile.

 Gli amanti del tennis ricominceranno il loro itinerario d’autore seguendo le gesta di Roger Federer negli Australian open(da metà gennaio) per poi approdare ai classici europei (Roland Garros e Wimbledon ai primi di luglio) e così gli amanti del basket Nba con le finali che occupano metà mese di giugno: appuntamenti ciclici che non deludono mai.

  Il nostro nuoto ancora una volta promette di tenerci avvinti ai podi e alle sorprese: dal 3 al 9 agosto Federica Pellegrini guiderà il gruppo degli arrembanti. Gli europei di Glasgow saranno la vetrina della stagione dopo i fantastici mondiali di Budapest (16 medaglie azzurre) e l’ideale per rivedere Greg Paltrinieri e Gabriele Detti, Simona Quadarella, Nicolò Martinenghi e Fabio Scozzoli, Elena Bertocchi nei tuffi, Manila Flamini e Giorgio Minisini i danzatori nell’acqua. L’atletica, a sua volta, cercherà un soffio di speranza dagli europei di Berlino (7-12 agosto) aggrappandosi a Filippo Tortu, il giovane velocista che ci fa sognare un podio, e alla tenacia dei marciatori.

 Chi non si stacca dalle due ruote, si tratti di motociclismo o ciclismo, quest’anno ripartirà sul sellino di Valentino Rossi e Andrea Dovizioso a caccia di podi e titolo mondiale. O immaginerà le faticacce di Vincenzo Nibali a caccia del mondiale(in settembre) sulle strade di Innsbruck. Poi, ovviamente, Giro d’Italia (in partenza da Gerusalemme)e Tour de France srotolano passioni e fatiche come fosse un leit motiv  che non si spegne mai.

  Abbiamo parlato dei classici del tifo. Chi ama, invece, lo sport di nicchia potrà godersi gli europei di ginnastica artistica in agosto a Glasgow,  i mondiali di canoa oppure quelli di tiro a volo, in agosto, in Corea del sud. Non faremo a meno di Carolina Kostner nell’inverno 2018.  In primavera-estate ci godremo le imprese degli schermidori tra mondiali e coppa del mondo. Nel 2017 la scherma ha conquistato 136 medaglie, 44 d’oro. In testa al gruppo Paolo Pizzo, Arianna Errigo, Daniele Garozzo, Alice Volpi e le squadre di fioretto e  sciabola (sui podi mondiali). A tutti si è aggiunta Bebe Vio, nella scherma paraolimpica, con la sua straordinaria vitalità: ci hanno abituati sempre troppo bene. E’ il loro unico difetto: e così, abituati alla continuità di questi successi, non sempre li celebriamo come meritano.


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