Musica

Niente può fermar la musica di Tetzlaff

Daniel Seminara
24 dicembre 2012

Se le avversità sono fatte per misurare le capacità di una persona, Christian Tetzlaff e Lars Vogt dimostrano in pieno di far parte dei grandi. È infatti con una serie di sfortunate coincidenze che si apre il concerto del 10 dicembre nella Großer Sendesaal della NDR di Hannover: in primis il forfait per malattia del pianista titolare Leif Ove Andsnes, sostituito all’ultimo da Vogt; in secundis il ritardo dell’aereo su cui viaggia Tetzlaff a causa del maltempo e, per finire, la mancata consegna del bagaglio contenente gli spartiti della serata. Questo comporta un cambio di programma in corsa: Sonata n. 27 di Mozart al posto della Sonatina di Dvorak e Sonata di Franck al posto della Sonata a Kreutzer di Beethoven.

È Mozart ad aprire le danze. Fin da subito è chiaro che i due artisti non sono affatto turbati dai recenti avvenimenti. L’Adagio lamentoso ci immerge in una profonda meditazione, incantati dal suono del violino. Veniamo improvvisamente risvegliati da un Allegro spigliato che ci conduce all’elegante Tema con variazioni finale.
Sul palco si contrappongono due caratteri diversi: da un lato un Tetzlaff austero, che soppesa ogni singolo respiro e concede poco o niente alla scena, dall’altro il carattere più emotivo e espressivo di Vogt. I due atteggiamenti non sono in contraddizione e anzi la musica e le loro possibilità di dialogo sono arricchite da questa diversità. Ne sono prova la loro collaborazione pluriennale e le diverse incisioni discografiche che hanno realizzato insieme.
Il secondo brano in programma è la monumentale prima Sonata di Bartok, dove si manifestano la precisa estetica e la profondità della ricerca timbrica del violinista tedesco nei cambi di colore, nelle sottili sfumature sonore e nelle diverse caratterizzazioni degli alternanti episodi della Sonata, ricerca che lo porta a essere uno dei pochi violinisti di fama mondiale a scegliere di non utilizzare uno Stradivari o un Guarneri ma a suonare su uno strumento moderno. L’ultimo brano è la Sonata di Cesar Franck dopo cui c’è spazio per i numerosi e meritati applausi.

Il concerto si conclude con un lieto fine poiché finalmente (e misteriosamente) giungono gli agognati spartiti. Il bis è dunque tutto per la Sonatina di Dvorak.
Dopo la pausa natalizia potremo riascoltare Tetzlaff al Concertgebouw di Amsterdam il 12 gennaio alle prese con il concerto di Brahms e il 13 a Altrip con un recital solistico dedicato a musiche di Bach e Ysaye, mentre Vogt sarà impegnato il 10 gennaio con due concerti a Bergen e il 16 con l’Orchestre de France a Parigi.

Augurandovi un Buon Natale e un piacevole fine anno, arrivederci al 2013!

Daniel Seminara


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