“Non c’è nessuna strada facile per la libertà”

Alberto Pelucco
6 dicembre 2013

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Questa frase di Nelson Mandela, tratta dal suo testo autobiografico “Long Walk to Freedom” del 1995, riassume perfettamente la vita e gli ideali del grande leader, spentosi a Johannesburg il 5 dicembre 2013.
Nato nel 1918, Nelson Rolihlahla Mandela divenne famoso per la sua strenua lotta all’apartheid, termine derivante dall’olandese “apart”, “separato”, e “heid”, “quartiere”, che indica la politica di sviluppo separato delle comunità.
Una causa, questa, cui dedicò tutta la sua vita e che testimonia quanto importante fosse sempre stata per lui la libertà. A cominciare da quando, ventiduenne, non accettò di sposare una ragazza impostagli dal capo tribù del suo villaggio natio, Mvezo.
Fuggito a Johannesburg, si iscrisse alla facoltà di legge, ma venne presto a contatto con la dura politica di segregazione razziale del Sudafrica che l’allora primo ministro Hendrik Frensch Verwoerd definiva “una politica di buon vicinato”. Una realtà che non intendeva tollerare e che fu alla base, da un lato, della sua iscrizione all’African National Congress nel 1942, il partito di difesa dei diritti della popolazione di colore, dall’altro della fondazione assieme all’avvocato Oliver Tambo dello studio legale Mandela & Tambo, che garantiva Fu nei primi anni Sessanta che divenne coordinatore della ala militare dell’ANC, chiamata “Umkhonto we Sizwe”, cioè “Lancia della nazione”, che si opponeva al regime segregazionista bianco tramite azioni di guerriglia.
Nomina che gli valse una condanna a 5 anni di reclusione per viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero, tramutata nel 1964 nell’ergastolo per coinvolgimento nell’organizzazione di azione armata, sabotaggio e cospirazione.
Fu rilasciato nel 1990 dopo ben 27 anni di detenzione, grazie alle pressioni dell’ANC e della comunità internazionale e al Presidente sudafricano Frederik Willem de Klerk che assieme a Mandela nel 1993 ottenne il Premio Nobel per la Pace.
Tra i primi atti del mandato di Mandela quando divenne presidente del Sudafrica, va ricordata l’istituzione della Commissione per la Verità e la Riconciliazione, che raccoglieva le testimonianze delle vittime e degli autori dei crimini commessi durante l’apartheid.
Nonostante il ritiro dalla vita politica, Mandela continuò ad esercitare un interesse notevole sul piano internazionale, come dimostra il contributo e il sostegno al movimento indipendentista irlandese dello Sinn Fein, fedele in ciò al suo principio fondamentale: la libertà deve essere un diritto di tutti.

Alberto Pelucco

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