“Non chiedermi come sei nata”

Patrizia Eremita
3 agosto 2014

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«Se sei una donna in Italia e vuoi fare un figlio, sparati», queste le parole dell’autrice Annarita Briganti, giornalista culturale freelance che ha deciso di scrivere un libro e raccontare la sua storia, quella di giovane donna italiana che vive mille difficoltà nel trovare la propria strada nel lavoro, scontrandosi così con la  precarietà professionale ed anche sentimentale.
Un bel giorno Gioia Lieve, la protagonista/alter ego di “Non chiedermi come sei nata “ (Cairo Editore), non potendo concepire figli naturalmente dopo un aborto, decide di intraprendere un percorso difficile e spesso doloroso (almeno qui in Italia) – quello della fecondazione assistita, per assecondare il grande desiderio di scoprire le gioie della maternità.
Un percorso coraggioso di cui si parla poco: superare il trauma della perdita di una figlia, cercare di restare di nuovo incinta con la scienza, smarrire l’amore e forse ritrovarlo, salvarsi con la scrittura, le interviste e i tempi velocissimi del lavoro giornalistico.

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Mentre, passo dopo passo, affronta in una crescente solitudine il difficile percorso della fecondazione assistita, la protagonista cerca punti di riferimento negli uomini della sua vita.
Da Uto, utopia dell’amore perfetto, a Luca, amico e amante occasionale, al suo capo Eros che la distrae nei momenti più duri con articoli urgenti. Fino ad Alberto, il suo nuovo, grande futuro. Sullo sfondo, la presenza luminosa di Andrea, ginecologo padre putativo scienziato libero. La gemella Scilla e l’amica del cuore Clizia, con cui non servono le parole, la seguono a distanza, mentre lei supera il dolore dell’aborto, affronta le terapie per l’infertilità e non riconosce più il suo corpo.
La vita deve andare avanti: ci sono gli incontri e le interviste, la mondanità editoriale – Milano e il resto del mondo, da Torino a Mantova a New York – la passione per i libri, gli scrittori e la scrittura, che la salvano. Lei, precaria di lusso in una società di relazioni e sentimenti liquidi.

“Non chiedermi come sei nata” è una piccola grande storia nell’Italia di oggi. La difficoltà di trovare la strada nella professione e nel privato. I colpi di scena del cuore. Gli scherzi del destino. La forza dell’amore. La ricerca della felicità. La denuncia di un Paese che con una legge impedisce alle donne di essere madri e la prova di coraggio di alcune donne che non si fermano e continuano a lottare per raggiungere la felicità.

Non chiedermi come sei nata”, di Annarita Briganti, Cairo Editore

Patrizia Eremita
www.mammaelavoro.it