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Non è una borsa, è un Baguette

staff
21 giugno 2012

Non è francese e non si mangia con burro e marmellata.
É l’invenzione tutta made in Italy di Silvia Venturini Fendi che, nel 1997, decise di cambiare le regole e di introdurre sul mercato internazionale quello che sarebbe diventato un must. Io all’epoca avevo circa nove anni e forse non c’erano in me ancora segni evidenti che avrebbero fatto presagire la mia assoluta quanto maniacale passione per le borse. La borsa creata da Fendi con l’immancabile chiusura con le doppie effe compie 15 anni e in onore di questo compleanno illustre la maison italiana ha deciso di celebrare la sua creazione con degli eventi glam che segnano anche felici collaborazioni con artisti mondiali.
La Baguette è stata in assoluto la prima ad avere un nome tutto suo che non fosse collegata al personaggio che la indossava o ad un numero di serie, nome che tra l’altro, con un’ironia tutta italiana, è l’emblema del cambiamento: la Baguette ha la forma di una pochette ma un manico così corto che ci permette di portarla sotto braccio, proprio come si fa con il tipico filone di pane francese. E quella che per noi ormai è una cosa da poco, quindici anni fa ha segnato un passo in avanti verso la libertà della donna. E verso la sua conseguente comodità: le mani sono libere e si può correre con la borsetta sotto braccio di mattina e di sera, per le vie di New York come fa Carrie Bradshaw, o la si può indossare per una prima alla Scala.
Quello che ha reso grande questa piccola borsa è proprio la sua versatilità e il fatto che per la prima volta si dia libero sfogo alla fantasia riempiendola di colori, talvolta di perline, messaggi e scritte. I tessuti con cui è stata realizzata nel corso degli anni son stati molteplici. Le ispirazioni provenivano da quadri, da immagini, da qualsiasi cosa che la rendesse unica. Era e continua ad essere difficile – se non impossibile – trovarne due uguali, e non mancano al mondo molte collezioniste che, patrimonio permettendo, si sono impossessate delle tante limited edition che si sono susseguite negli anni.
Per celebrare la longevità di quello che ormai è uno status symbol, Rizzoli New York ha pubblicato un volume a lei dedicata con all’interno 250 immagini dei modelli più prestigiosi, straordinari e stravaganti. E’ ormai innegabile che Silvia Venturini Fendi, ormai la sola appartenente alla famiglia rimasta alla maison, abbia cambiato le regole del gioco, osando e vincendo: ha fatto sì che quello che era solo un accessorio diventasse un must che non completasse un look, ma che lo creasse.
Carrie in una famosa puntata di Sex and the City difende la borsa a costo della vita, dopo essere stata quasi rapinata. Quante di noi farebbero lo stesso? La verità è che il limite della moda sta nella sua caducità, sta nell’inseguire un tempo che scorre senza fermarsi, sta nell’evoluzione continua che vuole il tutto in fieri. La Baguette di Fendi fa questo: si rinnova, segue il fluire inesorabile, modifica la sua apparenza per restare sempre fedele ai suoi dettami. Il suo compito con gli anni è quello di continuare a rappresentare un desiderio, un sogno, un momento di felicità.

 

St.efania