Musica

Non perdetevi Peter Grimes: un dramma inglese decisamente mozzafiato!

staff
28 maggio 2012

Robin Ticciati e Richard Jones

 

Benjamin Britten (1913-1976), che nel ‘39 aveva lasciato l’Inghilterra per l’America, scopre da un articolo letterario The Borough (Il villaggio) di Crabbe (1810). Il poema era ambientato ad Aldeburgh, nel Suffolk, dove Britten era cresciuto e, folgorato dalla nostalgia, ritorna, vi si stabilisce e vi crea la sua prima opera lirica.
La storia di Peter Grimes è ambientata in una terra aspra, in un villaggio di pescatori. È una storia di diversità è crudeltà sociale, dove il conflitto fra singolo e società diventa estremo. In Peter Grimes la musica è assolutamente regina e pare provenire direttamente dal mare; i sei Interludi che tracciano la continuità di quadri conclusi pongono materiale per temi e variazioni: arpeggio di onde lucenti, furia di tempesta, chiarori lunari, nebbia che sale dal profondo.
Il nostro protagonista, pescatore violento e solitario, sospettato di provocare la morte di ragazzini orfani presi come apprendisti, è crudelmente vittima delle credenze popolari e della sua stessa pazzia. Le cause delle anomalie comportamentali di Grimes che provocano il suo isolamento nella comunità non sono estremamente chiare, ma il tema cruciale dell’opera è certo il rapporto conflittuale tra lui e la società, nello specifico l’odio e l’emarginazione che la collettività degli “uguali” riserva a chi è diverso. È visto da Britten con pietà, perché sfida rabbiosamente il pericolo sognando di guadagnare e di sposarsi con la dolce Ellen. Ma risulta così aggressivo e impetuoso anche con chi lo vuole aiutare che, braccato dai sospetti e spaventato da una caccia all’uomo verso la sua capanna, fugge verso la scogliere con il suo giovane apprendista che fatalmente scivola e muore. Così sconvolto e stralunato, con un canto sconnesso, può solo sparire in mare alto e lasciarsi morire come vittima sacrificale.
Molto del fascino dell’opera dipende, oltre che da una qualità musicale e drammatica che rimarrà probabilmente ineguagliata nel resto della produzione teatrale di Britten, dal fatto che il giudizio sul protagonista da parte di compositore e pubblico rimane aperto: enigmatico e irrisolto, sospeso tra pietà e condanna. Colpisce poi la presenza di alcuni temi che ritorneranno con insistenza nel successivo teatro musicale del compositore: il rapporto conturbante e distruttivo tra uomo adulto e ragazzo, l’innocenza violata dell’infanzia e il senso tragico della vita.
L’opera è tornata alla Scala di Milano, dove è comparsa solamente due volte nei quasi settant’anni dalla sua composizione (1944-45), lo scorso 19 maggio in un nuovo spettacolo firmato dal regista Richard Jones e diretto da Robin Ticciati. Torna anche sul palco scaligero il tenore John Graham Hall dopo il personale trionfo della scorsa stagione come Aschenbach in Death in Venice di Britten, ruolo e prestazione che gli sono valsi quest’anno il Premio Abbiati dei Critici Musicali Italiani per il 2011.
Peter Grimes rimarrà alla scala fino al 7 giugno; inutile dire quanto caldamente consigliamo questo spettacolo: forte la drammaticità scandita nell’arco progressivo dei 3 atti, penetrante lo sguardo sui problemi sociali, coinvolgente la presenza del mare, della forza del coro lirico e degli sbalzi alienati del protagonista.

 

Marcella Di Garbo

  • Robin Ticciati

  • John Graham Hall

  • John Graham Hall

  • Robin Ticciati e Richard Jones


Potrebbe interessarti anche