Fotografia

Norman Parkinson: il trionfo dell’uomo sul tempo

Alberto Pelucco
23 aprile 2013

Moda e movimento. Due mondi così diversi esplorati dall’arte di un fotografo come Norman Parkinson, cui è dedicata la mostra curata dal noto fashion designer Roland Mouret nell’ambito dell’evento Bath in Fashion.
Gli scatti più famosi e quelli meno conosciuti omaggiano insieme l’attività artistica di uno dei più importanti fotografi pubblicitari di cui lo scorso 21 aprile è stato celebrato il centenario della nascita.
Una carriera durata ben sei decadi, che ha visto il maestro cimentarsi con uno dei più ostici avversari di ogni fotografo: il movimento.
Nato a Londra nel lontano 1913, Ronald William Parkinson Smith è tra i primi fotografi a non lavorare nel suo studio. Sovente trascina le sue modelle in mezzo alla strada per fotografarle come persone comuni. Non devono essere loro le protagoniste dei suoi scatti. È il momento che conta. Il momento in cui l’artista cattura l’immaginazione della gente, la sua personalità, i suoi sogni e attraverso un clic li rende immortali, senza tempo.

Come immortali oggi sono le opere di un poeta quale Orazio, noto ancor oggi a tutto il mondo per il suo “Carpe Diem” (“Cogli l’attimo”).
É come se il fotografo-poeta volesse dire alla modella in posa: “sia tu che io sappiamo che questa posa, questa espressione, le sensazioni che stai provando adesso non possono essere rivissute con la stessa intensità. Per cui immortaliamole ora, prima che si affievoliscano”. Ma la cosa eccezionale è che la posa non è mai statica. Nelle foto di Parkinson ogni modella sembra muoversi, grazie a piccoli trucchi. Basti pensare all’immagine in cui la donna in primo piano è colta con il viso spostato di tre quarti verso l’osservatore. Alle spalle un’altra donna, in procinto di attraversare, si accerta della libertà della strada. In un altro scatto, la modella cammina davanti a una imponente casa di pietra. Suggestivo il contrasto tra la pesante staticità del palazzo e la leggiadria dinamica con cui la passante si muove.
Una filosofia non semplice da spiegare per il fotografo, celebre per il fez che indossava sempre, o per i baffi arricciati alla Vittorio Emanuele II. E nemmeno facile da mettere in pratica. Sembra ieri quando, mentre realizzava uno scatto, una giovanissima Jerry Hall cadde da cavallo e si ruppe il coccige, con lui che gridava il giorno dopo: “smettila di fare chiasso”. O quando sempre il futuro membro dell’Ordine dell’Impero Britannico la immortalò in piedi su un plinto nel Mar Rosso. Tutto perché Norman non si accontentava mai di foto normali, ma insisteva per vedere i vestiti vivere, diventare quasi una seconda pelle.

L’abilità nel cogliere l’attimo non nella sua staticità ha fatto di Norman forse l’unico uomo capace di dominare il tempo. L’unico ad aver capito che i secondi, i minuti e le ore, in quanto movimento, per essere afferrati e compresi, non vanno bloccati, ma lasciati liberi di scorrere.
A provare la vittoria di Norman sul tempo restano i suoi scatti in bianco e nero, immortali e imperituri come i carmina oraziani. Carpe diem.

Alberto Pelucco

Mouvements de Femmes: Norman Parkinson by Roland Mouret”, a cura di Roland Mouret
13 aprile – 12 maggio 2013
Octagon Chapel, Milsom Place, Milsom Street, Bath, UK
Web: www.milsomplace.co.ukwww.bathinfashion.co.uk
Email: info@milsomplace.co.uk
Tel: 01225 789040

Ingresso Libero


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