Musica

Notre Dame de Paris: la scena come l’epicentro di un incendio, come l’occhio del ciclone di un uragano

staff
3 ottobre 2011


Il grandioso allestimento teatrale di Notre Dame de Paris, che in Italia è stato applaudito da più di due milioni e mezzo di persone di 38 città diverse in ben 878 repliche, viene rinnovato per il suo decimo anno.
Lo spettacolo, che ha battuto ogni record, celebra il grande successo concedendosi per la sesta volta al grande pubblico al Teatro degli Arcimboldi a Milano, in cui ritorna dopo il successo delle repliche del 2009.
Per festeggiare questo appuntamento, si esibirà un cast tutto nuovo, giovane, entusiasta e pieno d’energia, capace di trasmettere agli spettatori la propria emozione; e per rivivere le sensazioni forti e la commozione di questa storia che ogni volta incanta come la prima volta, lo spettacolo si protrarrà nel capoluogo meneghino per ulteriori sette recite straordinarie, dal 3 al 9 ottobre 2011.
Un’ottima occasione per sorprendersi davanti alle musiche di Riccardo Cocciante, i testi di Luc Plamondon e ai balletti che colorano quest’opera musicale moderna, che ha svecchiato la scena teatrale e musicale italiana introducendo sonorità inedite, nuovi autori e voci, aprendo così la strada a un nuovo corso dello spettacolo: si conferma, a giusto titolo, seppur più vecchia di 10 anni, un’opera senza tempo che non conosce frontiere, pronta a far sognare di nuovo.
Applaudito da più di 15 milioni di spettatori in tutto il mondo, “Notre Dame De Paris” ricalca la trama dell’omonimo romanzo di Victor Hugo, scritto nel 1831. La vicenda si dipana nell’anno 1482: fine del Medioevo e del mondo gotico; il Rinascimento si fa portatore di nuove idee e di una nuova estetica nelle arti; l’Alchimia, antenata della Scienza, rimette in dubbio il senso della vita. In questo contesto storico si consuma la storia dell’amore di Quasimodo per Esmeralda, tanto impossibile quanto tragico, condannato per forza di cose all’ingiustizia e all’ipocrisia. Il campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame, dove si nasconde a causa della sua deformità e la bella gitana, che però si è infatuata di Febo, il bel capitano delle guardie del Re. Il giovane a sua volta è fidanzato con Fiordaliso, una giovane e ricca borghese, ma la bellezza esotica e sensuale della gitana non lascia indifferente l’uomo, che da subito se ne invaghisce. 
Anche Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, in segreto desidera ardentemente la zingara e, spiando le mosse dei due amanti, in un raptus di gelosia pugnala Febo alle spalle: Esmeralda viene arrestata con l’accusa di aver tentato di uccidere il capitano delle guardie e gettata in prigione. Frollo, approfittando della situazione, offre la libertà alla donna in cambio del suo corpo. Esmeralda, inorridita, rifiuta e quando Frollo in preda alla follia attenta alla sua virtù, Quasimodo la libera e la nasconde nella sua torre.
Clopin, amico di Esmeralda e suo difensore, attacca la cattedrale, mettendosi a capo di una rivolta, per liberare la bella gitana e Febo e i suoi uomini, nel tentativo di sedare la rivolta, mettono a ferro e fuoco la cattedrale, uccidono Clopin e catturano Esmeralda. Febo spietatamente vuole la morte di Esmeralda perché solo così potrà sposarsi con la sua ricca e gelosa fidanzata; Quasimodo, dopo aver assistito all’impiccagione della sua amata, precipita Frollo dalla torre e, distrutto dal dolore, trasporta il corpo dell’amata alla fossa comune dove si lascia morire al suo fianco.
Lo spettacolo nella sua versione italiana è stata curata da Pasquale Panella, già paroliere di Battisti, che ha riscritto i testi nel rispetto del libretto originale francese ma con una poetica assolutamente intrinseca. I testi accattivanti, assieme alle scenografie mozzafiato, alle influenze pop/rock delle musiche e ad un cast di giovani talenti, hanno portato lo spettacolo direttamente al cuore di un pubblico di ogni età che ne esce profondamente toccato. Con la sua formula innovativa, “Notre Dame De Paris” vanta una scenografia essenziale costituita da un grande muro di fondo che si anima continuamente con giochi di luce e prospettive. E’ dotato inoltre, di elementi strutturali a mo’ di torri che si muovono sulla scena creando una danza.
A rendere unica quest’opera: il brivido dato dallo struggimento di Quasimodo e l’ingiustizia perpetrata da Frollo, personaggio indimenticabile per la sua profondità e frustrazione, l’ignavia di Febo, il suo senso della convenienza e del capriccio; l’onnisciente ubiquità di Gringoire e la strenua lotta ribelle di Clopin contro un sistema immobile e xenofobico; l’ingenua convinzione dell’amore che si fonde con la morte e la vita nella gitana danzante Esmeralda. Non si devono dimenticare le coreografie e le acrobazie, parte integrante e complementare della scena: la danza moderna viene inscritta nella break-dance e nella danza contemporanea, singulti e sinuosità coordinati con le passioni e i pensieri dei protagonisti. La visione quindi si prevede gustosa e con numeri da capogiro, si entra in un tempio della musica lirica rinnovato, intenso e brioso che merita una standing ovation degna di uno spettacolo indimenticabile.

 

Elisa Magnani


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