Cinema

Nuova sbornia a Bangkok

staff
10 giugno 2011


Sono passati due anni dall’indimenticabile addio al celibato di Doug a Las Vegas. Adesso è la volta di Stu (Ed Helms), che ha finalmente trovato l’anima gemella: il gruppo di amici, tra cui l’immancabile Phil (Bradley Cooper) e l’indesiderato Alan (Zach Galifianakis), parte per l’esotica Thailandia. Stu si lascia convincere a festeggiare tranquillamente con un falò sulla spiaggia del resort. Ma la storia si ripete.
Blackout nelle menti dei protagonisti. Così come nel primo film era stata Las Vegas a farla da padrona, qui regnano tradizioni diverse, una lingua diversa e un orientamento impossibile. Bangkok li inghiotte.
Fotografia, ritmi narrativi, colonna sonora richiamano il primo film: non è strano quindi che vi sembri di guardare qualcosa di già visto, è assolutamente voluto e necessario; il merito del regista sta nel rimaneggiare le carte vincenti del primo “Hangover” (il titolo originale) in modo da divertire gli spettatori pur senza una grande originalità. Non mancano colpi di scena e acclamati ritorni, ma il senso di deja-vù è prepotente: speriamo che nel già annunciato terzo episodio si osi di più.
«Abbiamo sempre pensato alla serie come una trilogia: il terzo episodio avrebbe la struttura propria di un finale, ma non ne ho ancora discusso con gli attori. L’idea è di realizzare un film completamente nuovo e con uno schema diverso dai primi due». Così ha risposto Phillips alle domande dei giornalisti sul futuro dello sgangherato gruppo di amici, aggiungendo che non sono previsti spin-off, «anche se Mr. Chow – (Ken Jeongr) – potrebbe avere i requisiti per una saga tutta sua».
Eccessivo, politicamente scorretto, a tratti “pulp”, irriverente, sopra le righe, demenziale e incredibilmente divertente. Se Las Vegas era la città della perdizione, Bangkok è la «Transkok» (come capiamo da un dialogo) nelle cui spire la gente sparisce attratta dal sesso, dalla droga e dalla vita notturna. Se “Una notte da leoni” era una commedia semplice e spontanea, il sequel ci si presenta piacevole e spiritoso, forse un po’ troppo eccessivo.

 

Giorgio Raulli


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