Moto

Nuova Yamaha YZF-R6, tutta nuova e con un cuore Euro4

Alessandro Spada
5 ottobre 2017

Yamaha ha deciso di sfatare il falso mito che le 600 supersport ormai sono “morte” presentando la nuovissima YZF-R6 2017.

I modelli R sono moto leggendarie, rappresentano una categoria di veicoli in cui la Casa di Iwata concentra da sempre tutto il suo know-how derivato dall’esperienza in MotoGP e Superbike. Sono versioni estreme, affilate, performanti e molto raffinate da ogni punto di vista. La nuova YZF-R6 non viene meno a queste caratteristiche, anzi, sono tutte state esaltate e portate a uno step superiore rispetto al passato.

Le linee del bellissimo codino si sono fatte più tese ed elaborate, mentre le carene laterali e il cupolino hanno perso gli spigoli in favore di forme più arrotondate ed eleganti, che donano alla moto un colpo d’occhio che richiama la Yamaha YZR-M1 di Valentino Rossi. I fari a LED sono molto sottili, rastremati e ben integrati nelle linee della moto.

Molta attenzione è stata dedicata al dimagrimento della nuova R6: materiali ultra leggeri, telaietto reggisella alleggerito, serbatoio in alluminio, diverse parti del motore in magnesio e scarico in titanio: insomma, roba da race replica!

Il cuore di questa moto è un motore 4 cilindri in linea frontemarcia con 118,4 cv a 14.500 giri/min in grado di allungare fino oltre la soglia dei 16.000, semplicemente pazzesco. Quando si sfrutta l’incredibile allungo di questo propulsore si rimane assuefatti  dal sound che proviene dallo scarico, che urla come un matto, e dal suono generato dall’airbox in pressione; fanno venire la pelle d’oca! Il rovescio della medaglia è la ormai obbligata omologazione Euro4 che, purtroppo, riduce un po’ le prestazioni del motore rispetto al passato.

La ciclistica della nuova R6 è straordinariamente equilibrata e completa. All’avantreno troviamo una forcella Kayaba da 43 mm di diametro (la stessa della sorella maggiore R1) completamente regolabile, mentre al retrotreno lavora un monoammortizzatore, sempre Kayaba, pluriregolabile.

Un’altra soluzione presa in prestito dalla sorella maggiore la troviamo nell’impianto frenante composto da una coppia di pinze monoblocco ad attacco radiale che mordono dischi da 320 mm di diametro.

L’upgrade più significativo è stato fatto sull’elettronica che adesso può vantare una componentistica degna di una “1.000” moderna: controllo di trazione con 6 livelli di intervento, ABS racing, cambio elettronico quickshift, mappe motore, acceleratore elettronico e cornetti di aspirazione a geometria variabile.

Inoltre, per i clienti più “racing”, è disponibile un ricco catalogo di parti speciali per rendere la “piccola” R6 più “stilosa” o “corsaiola” a seconda dei propri gusti.

La nuova 600 supersport di Yamaha è già disponibile presso le concessionarie ufficiali a partire da 13.990 euro nelle sole colorazioni Race Blu e Tech Black.


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