Letteratura

Nuovi racconti della Milano nera

Maria Stella Gariboldi
17 novembre 2013

calibro 9

Sono passati vent’anni dalla fondazione della “Scuola dei Duri” di Andrea G. Pinketts, ma non è mai tempo di pausa per gli scrittori della Milano nera.

Gli eredi di Giorgio Scerbanenco tornano infatti in libreria con una nuova raccolta, ovviamente dedicata alla loro città preferita. Si intitola “Un giorno a Milano” e riunisce undici autori, tra vecchie conoscenze e nuove leve: il trio Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone, Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino, Giuseppe Foderaro, Francesco G. Lugli, Giancarlo Narciso, Ferdinando Pastori, Francesco Perizzolo, Paolo Roversi.

un giorno a milano

Nove racconti tutti ambientati nello stesso giorno, il 12 novembre, che si insinuano tra i lati oscuri di Milano – la città “fidanzata” che “si sveglia presto anche se ha dormito poco”, secondo la prefazione di Pinketts. La capitale italiana della moda, centro degli affari e della movida, che nasconde una trama sotterranea fatta di bande, droga, investigatori sbandati e personaggi che non si vorrebbe mai incontrare.

Una mappa della Milano in noir apre la raccolta, introducendo e collocando geograficamente i racconti, ognuno ambientato in un quartiere specifico. Lambrate, la stazione Centrale, Lorenteggio, persino il quadrilatero della moda sono le scene in cui si svolgono queste storie di mala, delitti e vendetta. Il noir metropolitano meneghino si radica ai luoghi fisici della città, ricreando quelle atmosfere fumose, talvolta malinconiche e morbosamente affascinanti che abbiamo iniziato ad amare con le indagini di Duca Lamberti; ancora prima delle vittime e dei carnefici, è Milano – bella e amara, insensibile e struggente – la vera protagonista.

La stessa idea di giallo e noir metropolitano a cui si ispira Calibro 9, la nuova collana di Novecento editore di cui “Un giorno a Milano” costituisce la prima uscita. Diretta da Paolo Roversi – tra le firme della raccolta, nonché suo ideatore – si propone l’obiettivo di portare il genere nelle librerie, con un occhio di riguardo per quelle indipendenti. Un progetto interessante in cui, considerata l’attenzione dei suoi curatori, non possiamo che avere fiducia.

Maria Stella Gariboldi


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