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Obiettivo efficienza energetica: entro il 2020 taglio dei consumi del 20%

staff
22 settembre 2012

Più efficienza per pagare bollette meno care, con l’obiettivo di tagliare i consumi di energia del 20% nel 2020 ovvero circa 50 miliardi in importazioni di gas e petrolio. Il Parlamento Ue ha approvato a larga maggioranza (632 sì, 25 no, 19 astenuti) la direttiva quadro sull’efficienza energetica. Entro aprile 2013 ogni Stato membro dovrà fissare obiettivi nazionali che verranno poi valutati dalla Commissione Ue. Se questi non saranno sufficienti a raggiungere il 20% collettivo, allora Bruxelles potrà imporre ulteriori interventi. I settori di azione indicati sono quelli dell’edilizia pubblica, il 10-12% del totale degli edifici, le imprese energetiche di pubblica utilità, che dovranno migliorare l’efficienza del 1,5% all’anno, e le grandi imprese, sottoposte a consulenze e revisioni dei loro piani energetici ogni 4 anni. Maggior efficienza energetica significa un’economia che produce risultati più positivi, senza considerare i posti di lavoro che verrebbero creati per le ristrutturazioni. “Le misure vincolanti – assicura Il verde lussemburghese Claude Turmes, relatore della direttiva – ci porteranno dal 9% attuale di efficienza (stimato sui livelli del 2007 ) fino al 15%-15,5%”. Il restante 5% verrà colmato dalla direttiva Cars (1,5%), dalla normativa, ancora in discussione, sulle caldaie, (1%) e da altre iniziative su frigoriferi e tv. Le misure aggiuntive per arrivare al 20% verranno definite dalla Commissione nel 2014. La Ue nel suo complesso importa energia per 488 miliardi di euro all’anno, pari al 3,9% del Pil. L’Italia, insieme a Portogallo, Grecia e Spagna, è tra i Paesi più dipendenti dalle importazioni. Soddisfazione da parte del gruppo Ppe per la flessibilità inserita nella normativa. Senza il governo Monti “sarebbe stata molto dura”. Turmes ha voluto elogiare il ruolo svolto dal governo italiano nel duro negoziato tra il Parlamento ed il Consiglio Ue. “L’appoggio del governo Monti è stato cruciale- ha affermato – . Monti intende fare dell’efficienza energetica uno dei punti dello sviluppo dell’Italia”. Il 20 febbraio scorso Mario Monti e i leader di altri undici paesi dell’Unione Europea avevano inviato una lettera al Consiglio Europeo e alla Commissione Europea nella quale chiedevano all’Europa un piano per la crescita in tempi rapidi attraverso un rilancio del mercato interno. Il terzo degli otto punti sottoscritti era la richiesta dell’istituzione di un mercato unico per l’energia “efficiente ed efficace” entro il 2014. L’esistenza di un mercato interno dell’energia competitivo è uno strumento strategico. In Italia il costo dell’energia elettrica resta più caro della media europea, come ammonisce il Fmi che chiede più competitività. Tranne che per le famiglie a bassi consumi, la bolletta è più alta del 12%; per le imprese del 26%. L’Italia, non dimentichiamolo, ha però ha abbandonato il nucleare.

 

Lara Comi