Sport

Olimpiadi 2016: Atletica e boxe flop, Campriani e Tania super

Riccardo Signori
22 agosto 2016

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Tante medaglie (28) quante a Londra. L’Italia dei Giochi olimpici fa pari nei numeri. Anche nel conto degli ori (8). Gli argenti sono tre in più, i bronzi tre in meno. Positivi i giochi di squadra , è aumentato il numero delle medaglie di legno (10 volte quarti). E chi vuol essere felice sia. L’Italia è nella top ten (nona) del medagliere olimpico, ma ora facciamo un po’ di pagelle. Via alla top ten.

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Partiamo dal fondo, ovvero dai pessimi. Atletica e boxe sono state un disastro: per certi versi annunciato. Voto 3 alla boxe, indecenti certi piagnistei sui giudici, visti gli atleti sul ring. Voto 4 all’atletica, aggrappata ad un miracolo nella marcia, dopo l’esclusione di Alex Schwazer (voto 4 anche a federazione e Coni per come hanno condotto la vicenda), e la perdita di Gianmarco Tamberi nel salto in alto. E questa è la ragione che permette un rimpianto, e un alibi, che la boxe non può avere. Il mondo dell’atletica azzurra non restava senza medaglie da Melbourne ’56. Movimento ridicolo in alcuni settori, magari servirebbe un ricambio anche nei tecnici non solo negli atleti. Voto 7 alle ragazze della 4×400, almeno loro hanno dimostrato che soffrendo e allenandosi bene , si può. Voto 4 a Alessia Trost, comunque la si guardi ha fallito. E non andrà mai facilmente oltre certe misure: fisicamente ha qualche peso di troppo. Il salto in alto pretende stabilità sui due metri. Magari cambiare specialità?

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Ora risaliamo verso le bellezze della nostra Olimpiade, salvata innanzitutto dai tiratori: i due ori di Niccolò Campriani valgono un 10, e la sommità del nostro podio, a prescindere da come la si pensi sul tiro e sull’interesse per la disciplina una volta ogni quattro anni. Chapeau a ragazzi (non si badi all’età) e ragazze del tiro perché hanno rallegrato l’olimpiade italiana: voto globale 9. Ma il 9,5 e il secondo gradino del podio, quasi alla pari con Campriani, se lo merita Tania Cagnotto per un finale di carriera così splendente, davanti ai muri che le hanno impedito di vedere l’oro nella piscina dei suoi tuffi.  Prima le russe, poi le cinesi sono state avversarie da far venire la depressione, se non lo sconforto. Tania ce l’ha fatta regalandosi un ultimo tuffo regale e due medaglie olimpiche che le mancavano. Ha gioito da sola e in compagnia (Dallapè). Cosa chiedere di meglio? Inchino!

Voto 9,5 all’oro che tutti attendevano e quindi più di difficile da conquistare. Si dice nuoto si legge Gregorio Paltrinieri, indiscusso numero uno delle nostre piscine, oramai infilatosi nel castello dei re del nuoto. E voto 8 al suo socio di fatica Gabriele Detti, due medaglie e un profilo mai sopra le righe.

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Voto 8,5 a tre ori che fanno tradizione nel nostro sport: Elia Viviani nell’omnium che ci ha riportato al ciclismo dei tempi eroici,  Fabio Basile nello judo, arrivato forse in anticipo di una olimpiade, premiato con il 200centesimo oro azzurro, e Daniele Garozzo nel fioretto a lavar le lacrimucce di un movimento che non ha prodotto il solito filare d’oro e di podi. Non ha tradito, ma nemmeno esaltato.

Voto 8 alle squadre, che partite a fari spenti hanno acceso il tifo come nella miglior tradizione del calcio. La pallavolo maschile ha illuso fino all’ultimo nella voglia di un oro, la pallanuoto femminile è stata fantastica per il finale di carriera di Tania (un’altra) Di Mario e gli uomini hanno lottato per mantenere alto il loro status da podio. Aggiungiamoci i due ragazzi (Lupo e Nicolai) del beach volley, che sono squadra, e hanno regalato al loro sport un argento che vale oro e una popolarità destinata a prendere il volo.

Tania & Tania se ne vanno: le rimpiangeremo. Così come rimpiangeremo Federica Pellegrini se avrà davvero chiuso con le Olimpiadi. Sarebbe meglio lo facesse, il fisico manda segnali e bisogna ascoltarli.

Il Coni per pagare i premi promessi ai 69 medagliati di Rio sborserà circa 5 milioni e mezzo di euro. Dice una statistica che l’Italia ha una media di una medaglia ogni 2 milioni e 100mila abitanti circa. Toscana e Lazio sono le regioni più medagliate, la Lombardia è finita in coda (un solo podio). Se guardiamo anche alle mediocrità calcistiche di Milan e Inter, i lombardi dovranno ricostruire un buon rapporto con lo sport.


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