Sport

Olimpiadi: l’Italia da podio è sempre troppo piccola

Riccardo Signori
29 luglio 2016
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Arianna Errigo

Facciamo un po’ di conti: l’Italia si presenta ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro (via il 5 agosto) con 300 atleti (e forse con qualche dirigente in meno rispetto al passato). Ai Giochi di Londra le medaglie furono 28, 8 delle quali d’oro. Stavolta le speranze volgono al peggio. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha puntato sulle 25 medaglie.”In quel caso avremmo fatto il nostro”.

Le predizioni di statistici e studiosi di medagliere olimpico riescono ad essere anche più ottimistiche: arrivano perfino a 27-28, assegnandoci fino a 9 medaglie d’oro. Queste valutazioni, solitamente, tengono conto dei risultati dell’anno e degli anni precedenti, dei mondiali conquistati, insomma la statistica è molto scientifica, lo sport e le sue gare un po’ meno.

E l’Italia dello sport non attraversa un momento di grandissimo splendore,: ci sono stati buoni risultati nell’annata, anche in competizioni quali gli europei di atletica e quelli del nuoto, ma ad essere spietati i conti non tornano: se porti 300 atleti dovresti garantire, al minimo, un 10 per cento di medaglie, non starne al di sotto. E’ anche vero che l’Italia olimpica ci ha sempre riservato sorprese, nel bello e nel brutto. E che, stavolta, ci siamo già persi qualche indiziato di medaglie: Marco Tamberi per infortunio, forse lo stesso Aldo Montano impegnato in un faticoso recupero, senza poi tornare allo strano caso di Alex Schwazer, che dovrà sottoporsi al giudizio di un tribunale sportivo del doping l’8 agosto: con poche chance di rientrare in gara per la 20 e 50 km di marcia.

Aggiungiamo che un Paese come il nostro, incapace di portare ai Giochi sia la squadra di calcio sia quella di basket (e stavolta c’erano tutte le possibilità), non può certo tirar fuori il petto. Per fortuna ci saranno altri a tener alta la bandiera, a cominciare da Federica Pellegrini e dal gruppo di atleti (scherma, nuoto, tiro e ciclismo sopra tutti) che si batteranno davvero per le medaglie.

La battaglia sarà durissima. Per dare un’idea: l’Italia viene considerata fra le nazioni che possono entrare nelle prime dieci del medagliere  (si gioca il decimo posto, non di meglio), ma guardando in alto vengono le vertigini. Le statistiche accreditano gli Usa in testa, solo qualcuno punta sulla Cina. Gli americani accreditati di un globale che va dalle 93 alle 102 medaglie (gli ori ballano tra 35 e 41), la Cina dovrebbe stare tra 80 e 94 medaglie (31-39 ori), poi sarebbe toccato alla Russia, se non fosse stata decapitata dal caso doping. Gran Bretagna, Giappone, Australia, Brasile si contenderanno i primi cinque –sei posti. L’Italia potrebbe allinearsi con Nuova Zelanda e Corea del Sud.

Frank Chamizo

Frank Chamizo

Chi saranno i Cannibali di questi Giochi? L’immaginario collettivo li ha già individuati accredidanto le pari opportunità, due uomini e due donne: Usain Bolt, il giamaicano re dello sprint, eppoi un trio americano composto da Michael Phelps, il recordman di decorazioni nel nuoto, Katya Ledecky la superwoman dello stile libero(potrebbe vincere tutte le gare dai 200 al mezzofondo) e Simone Biles, la diciannovenne di Columbus che ha fatto già storia nella ginnastica vincendo tre titoli mondiali consecutivi: fa impressione leggere il suo pedigrèe di medaglie d’oro.

E noi con Italia nostra a chi ci aggrappiamo? Facciamo un po’ di nomi da medaglia. Per l’oro  ci affidiamo a Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libero, alle due madame del fioretto(Elisa Di Francisca e Arianna Errigo) e alla squadra maschile del fioretto, crediamo nei tiratori(tiro a segno, tiro al volo e tiro con l’arco), pensiano a Elia Viviani nell’omnium di ciclismo e magari a Nibali e Aru fra gli uomini della strada, infine siamo nbele mani e nell’abilità di Frank Chamizo, il cubano naturalizzato della lotta, campione del mondo in carica.

Poi ci saranno podi ed allora mettiamo davanti a tutti, nostre signore Tania Cagnotto (tuffi in sincro con Dallapè e da sola dai tre metri) e Federica Pellegrini (200 sl dove troverà la Ledecky), Gabriele Detti per 400 e 1500 stile libero, magari la staffetta 4×100 sl., ora che i russi sono dimezzati. Mettiamoci Eleonora Giorgi nella marcia 20 km, un pugile (Clemente Russo) e, chissà mai, la pugilessa Irma Testa, Rossella Fiamingo nella spada,  Andrea Cassarà nel fioretto, Rachele Bruni nel nuoto di fondo,le ragazze della ginnastica ritmica che meriterebbero un podio alto, judo maschile (Elios Manzi)e femminile (Odette Giuffrida) sono pieni di speranze e così le squadre di pallavolo e pallanuoto, questa volta anche il nostro beach volley vorrebbe arrivare alla prima medaglia olimpica.

Nelle notti olimpiche avremo, per compagnia, l’ottimismo. Prima di ricadere nella realtà.


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