Fotografia

Oltre lo sguardo

Valentina Garola
5 novembre 2014
Giochi di ombre, Preah Khan, Angkor, Cambodia, 1999  Shadow play, Preah Khan, Angkor, Cambodia, 1999 image © steve mccurry

Giochi di ombre, Preah Khan, Angkor, Cambodia, 1999
Shadow play, Preah Khan, Angkor, Cambodia, 1999
image © steve mccurry

La maggior parte delle mie immagini sono di persone. Cerco il momento indifeso, l’anima più genuina che si affaccia, esperienza impressa sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che quella persona può essere, una persona colta sopra un paesaggio più ampio, che potremmo chiamare condizione umana”. In questo modo Steve McCurry, fotografo newyorkese, probabilmente uno dei migliori tra quelli contemporanei, descrive il suo modo di fare fotografia. Egli stesso infatti afferma: “Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a liberarsi verso di te”. Cerca di conquistare la fiducia dei suoi soggetti per poi riuscire a trasmettere le forti emozioni emanate da quegli sguardi intensi. Celeberrimo è infatti lo scatto di Sharbat Gula, la ragazza afghana dagli occhi verdi pubblicata sulla copertina di National Geographic.

Un uomo anziano della tribù Rabari, Rajasthan, 2010  An elderly man from the Rabari tribe, Rajasthan, India, 2010 image © steve mccurry

Un uomo anziano della tribù Rabari, Rajasthan, 2010
An elderly man from the Rabari tribe, Rajasthan, India, 2010
image © steve mccurry

Ultimamente Steve McCurry, fotoreporter da oltre trent’anni, si è dedicato a progetti di varia natura: da incarichi quali il calendario Pirelli 2013 fino a The Last roll realizzato con l’ultimo rullino prodotto da Kodak. Ma non ha mai smesso di fare ciò che più ama: viaggiare per il mondo e raccontarlo attraverso i suoi scatti. È infatti tornato nei suoi luoghi prediletti, passando dall’India alla Birmania, dall’Afghanistan alla Cambogia, ma anche in Giappone, in Italia, in Brasile, in Africa, e continuando un lavoro cominciato negli anni Settanta, con il portfolio realizzato in India e poi con il primo grande reportage in Afghanistan, vero e proprio trampolino di lancio per il suo successo.

Alcune delle sue meravigliose fotografie, per un totale di 150 (in parte inedite), sono esposte a Villa Reale a Monza dal 30 Ottobre 2014 fino al 6 Aprile 2015. Esattamente cinque anni dopo la prima rassegna italiana dedicata al fotografo newyorkese e svoltasi a Palazzo della Ragione a Milano. La mostra Oltre lo sguardo, curata da Biba Giacchetti e Peter Bottazzi, è stata realizzata da Civita e SudEst57 con l’intento di presentare il suo lavoro in una prospettiva nuova, capace di spingersi, appunto, oltre lo sguardo, oltre la dimensione più superficiale, verso la natura più profonda e intima delle cose.

Ritratto di un ragazzo della tribù Suri, Omo Valley, Ethiopia, 2013  Portrait of a boy from the Suri tribe, Omo Valley,Ethiopia, 2013  image © steve mccurry

Ritratto di un ragazzo della tribù Suri, Omo Valley, Ethiopia, 2013
Portrait of a boy from the Suri tribe, Omo Valley,Ethiopia, 2013
image © steve mccurry

Vi è poi un gioco di rimandi tra le linee di fuga e i riflessi che vanno a confondersi con le architetture di Villa Reale. Il percorso inizia nel corridoio degli Appartamenti privati con una galleria di ritratti per poi svilupparsi nelle sale del secondo piano nobile, ciascuna delle quali è allestita intorno ad un tema iconografico. La rassegna intende farsi portavoce dell’avventura umana, oltre che professionale di McCurry, anche grazie ad una copiosa documentazione e ad una serie di video nei quali l’artista racconta la sua passione per la fotografia.

Una passione capace di trascinare lo spettatore, di trasformare la semplice visione di un’immagine in un’esperienza, in un viaggio, in un momento, in un’emozione Perché per McCurry “Una fotografia è un qualcosa a cui puoi sempre tornare. Puoi appenderla al muro e guardarla, ancora e ancora. Perchè quel momento congelato può incendiarti l’anima. Si radica nella tua mente. Un’immagine potente può diventare l’icona di un posto, di un tempo o di una situazione”. E i suoi scatti, senza dubbio, possiedono questa magia.

Valentina Garola

www.mostrastevemccurry.it/mostra.html

Orari:
Martedì – Venerdì dalle ore 10 alle 18
Sabato, Domenica e festivi dalle ore 10 alle 19
Lunedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima

La mostra sarà straordinariamente aperta lunedì 8 Dicembre dalle 10 alle 18


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